Questo post è tratto dalle intuizioni del dr Matsumoto, noto esperto in microespressioni facciali, il quale ha presentato queste idee in vari post presenti sul suo blog aziendale Humintell, del quale siamo unici partner in Italia.

Può sembrare banale, ma le Olimpiadi sono davvero la possibilità di assistere a ciò che ci unisce tutti in quanto esseri umani: La nostra gioia (nel trionfo) e la nostra angoscia (nella sconfitta).

David Matsumoto crede che questa sia una verità lapalissiana, ma cerca di analizzarla su un livello completamente diverso.

downloadMatsumoto è professore di psicologia alla San Francisco State University e un ex allenatore di judo olimpico.

Egli ha analizzato il comportamento degli atleti olimpici e ha parlato recentemente con Shankar Vedantam su ciò che rivela la sua ricerca.

Alla fine del post troverai anche un file audio dell’intervista (in inlgese).

Matsumoto e colleghi hanno utilizzato una telecamera particolare per analizzare le facce dei giocatori di judo subito dopo la medaglia corrisponde ai giochi olimpici del 2004 ad Atene.

 

 

 

Cosa hanno trovato di interessante?

 

Hanno esaminato 84 atleti provenienti da 35 paesi diversi.
Lo studio ha trovato somiglianze nel modo in cui gli atleti hanno risposto nei primi millisecondi dopo la vittoria (sorridendo) o la sconfitta (tristezza o nessuna espressione).

Le risposte degli atleti alla fine divergevano in modi culturalmente specifici, ma non prima di visualizzare le espressioni coerenti. (Nei contenuti extra di questo blog è disponibile il report in pdf della ricerca).

Precedenti ricerche hanno mostrato risultati simili, ma Matsumoto dice che questo è stato il primo studio situato in un high-stakes: ambiente competitivo come nel mondo reale.

 

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I risultati suggeriscono che le reazioni immediate negli esseri umani per la vittoria e la sconfitta sono universali (cioè uguali, indipendentemente dalla cultura d’origine).

Ma Matsumoto non poteva escludere la possibilità che queste reazioni siano state in qualche modo “immagazzinate” nel cervello dei partecipanti perchè viste su altre persone. In tal caso non si poteva parlare di natura “innata” ma di reazioni “apprese“, cosa ben diversa.

Questa domanda trovò la sua risposta quando Matsumoto rivolse la sua attenzione sugli atleti ciechi dalla nascita, durante i Giochi Paralimpici.

Nel judo paralimpico, i giocatori sono tutti ciechi.

Matsumoto ed i suoi colleghi hanno fatto un studio di follow-up  per esaminare i volti dei giocatori di judo ai Giochi Paralimpici del 2004, compresi quelli nati ciechi.

Quando le reazioni degli atleti (vedenti e non vedenti) furono esaminate, Matsumoto ha avuto ancora più conferme del fatto che le nostre reazioni spontanee sulla sconfitta o sulla vittoria, sono parte della nostra natura innata e universale.

Qui sotto l’intervista (in inglese) per NPR
Il post originale del dr Matsumoto lo puoi trovare al link:

Olympic Victory and Defeat, Frame by Frame

 

extraContenuti extra

Accedi al contenuto extra di questo articolo e scarica il pdf del report dello studio che ha trovato somiglianze nel modo in cui gli atleti hanno risposto nei primi millisecondi dopo la vittoria o la sconfitta.

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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