Inizio questo post facendo subito una domanda: “Ti senti una persona di successo?”

Alcuni di voi potrebbero rispondere «Mi sento di successo perché sono riuscito a fare molte cose nella vita», altri potrebbero sentirsi di successo perché sono riusciti a realizzare alcuni loro desideri e avere una famiglia felice.

Altri potrebbero rispondere «No, io non mi sento una persona di successo».

In questo caso rifaccio la domanda: «Come fai a saperlo?», ma soprattutto: «Cosa deve accadere perché tu ti senta una persona di successo?».

 

 

Forse sei una persona che ha bisogno di sentirsi dire dagli altri di essere “di successo”.

In questo caso reputi importante il giudizio degli altri a scapito del tuo, se non appartieni a questa categoria allora può essere che hai in mente altre “regole” che ti impediscono di essere la persona che meriti di essere.

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Il tuo stato d’animo è importante, perché influisce sulle tue credenze, sui tuoi comportamenti e sui tuoi risultati, quindi diventa necessario che tu prenda il controllo delle tue regole per fare in modo di procedere felice verso il successo che meriti, ma quali sono queste regole?

 

LE  REGOLE

 

Se per essere di successo credi di dover fare o avere questo  E  questo  E quello… è del tutto normale che te non ti senta una persona di successo.

Perchè?
Perchè usi tante regole e tutte legate dalla congiunzione  E  ti consiglio di sostituire tutte quelle  E  con altre congiunzioni del tipo  O … Oppure , cosa accade?

Le frasi di prima si trasformerebbero in: devo ottenere/fare/diventare questo O  questo  quello.
Suonano diversamente ora le frasi?

Potrebbe esser più facile avere il controllo delle emozioni?
Sono certo di si.

 

Voglio solo ricordarti che siamo noi gli unici registi della nostra vita, quindi sta a noi creare le regole.

Non voglio dire che le regole che ognuno di noi ha non siano importanti, anzi: le regole stabiliscono quello che per noi è piacere o dolore, ma dobbiamo avere il controllo di tale regole.

Sappiamo che noi non possiamo controllare gli altri, non possiamo controllare che tempo farà domani e nemmeno il traffico, ma possiamo controllare noi stessi.

Le nostre regole stabiliscono se quello che andremo a sperimentare ci procurerà piacere o dolore e te lo dimostro subito.

 

A domande del tipo: «Vieni a nuotare oggi?», «Domani andiamo in palestra?», «Ti va di venire con me a lavorare all’estero?», il tuo cervello inizia a lavorare per farti sapere se quella domanda evoca emozioni di piacere o dolore.

Il tuo cervello andrà a procurarsi dalle esperienze che ha già vissuto o dalle nozioni che ha già su quella determinata cosa le informazioni che servono e se crede che la nuova esperienza ti farà vivere un piacere ti permetterà di farla, altrimenti no.

 

Focalizzarci su quello che c’è di positivo intorno a noi ci aiuta nel raggiungere i nostri risultati, ma è bene affiancare a questo atteggiamento mentale anche delle parole congruenti, cioè parole cariche di emozioni motivanti e positive.

La  comunicazione  verso gli altri è importante, ma la comunicazione verso noi stessi lo è ancora di più, il saper comunicare con la nostra parte inconscia è una qualità che si può apprendere, al pari di ogni cosa.

 

Esistono parole che emotivamente sono più cariche di altre, anche se enfatizzano lo stesso concetto: ad esempio, se ad una persona dico: “Non credo assolutamente a cosa stai dicendo” o le dico “Sei un bugiardo”, in pratica esprimo la stessa cosa, ma da un punto di vista emozionale totalmente differente.

Dire “Mi spiace di aver fatto tardi, ma ho avuto un contrattempo che…”, è sempre meglio che dire “Non puoi capire che razza di sciagura mi è capitata”.

Le persone tendono ad enfatizzare molto di più le parole negative che quelle positive, a volte anche quando devono descrivere eventi bellissimi, capita che usano terminologie negative.

 

Facciamo un esempio: a quanti è capitato di domandare ad un amico come ha passato il week end ed ha ottenuto la risposta “È stato bello! Da paura!”, oppure “Bello di brutto!”?

Abbiamo poche parole per descrivere cose molto belle, questo ci rende molto più esperti nello “star male” che nell’esser motivati e nel sentirci bene e, linguisticamente parlando, quante più parole conosciamo per descrivere un evento, tanto meglio lo conosciamo.

Cerchiamo di abbinare alle parole motivanti, delle regole che ci facciano “respirare”, che ci permettano di prendere il controllo della nostra vita.

 

Le regole sono una specie di scorciatoia che usa la nostra mente per farci prendere decisioni molto velocemente.
E’ importante allora costruirsi delle regole potenzianti che ci assicurino di controllare la nostra vita e non di essere governati da essa.

Ti è piaciuto il post?
Allora di certo apprezzerai il libro dal quale questi concetti sono stati estra05tti:

Perchè succede tutto a me? – edizioni Franco Angeli .

Autore:  Fabio Pandiscia 

 

 

 

 


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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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