Essendo animali microsmotici i primati hanno poco interesse per gli odori.
Tradotto: siamo più colpiti dalle immagini, forme e colori ci influenzano molto più di quanto possano farlo gli altri sensi.

Questo è ovvio, essendoci evoluti in ambienti in cui la differenza di un colore era fondamentale per sopravvivere.
Infatti, saper distinguere i colori significa capire al volo quale frutta è matura e quale no, e quindi se vale la pena rischiare o meno per coglierla.
Altri animali hanno invece un olfatto molto più forte del nostro, e chiunque abbia un cane lo sa bene.

Il naso però non serve solo a respirare e a sentire gli odori, è anche fondamentale per percepire i feromoni.
Questi sono ormoni prodotti da un organismo per coinvolgerne un altro.

Spieghiamo bene: mentre gli ormoni hanno un’azione interna – ad esempio il testosterone – i feromoni hanno come bersaglio un altro consimile, per portare messaggi utili.

Il più comune tra questi messaggi è la disponibilità e l’interesse sessuale, ma non solo. Gli insetti, come le formiche, si riconoscono prima di tutto attraverso i feromoni.

formiche-tagliafoglieMa che odore hanno questi feromoni?
Difficile a dirsi, in quanto non sono percepiti dalla parte sensoriale del naso ma da un altro organo, detto vomero-nasale, posto alla base del naso stesso.
Nell’essere umano questo è molto ridotto, dato che lo stesso naso ha perso gran parte della propria efficacia.
Ma non sono del tutto inefficaci, dato che il nostro corpo ha perso la pelliccia ovunque ECCETTO nelle zone dove si producono feromoni (nel caso ci siano dubbi a riguardo, ascelle e genitali in primis).

Il pelo infatti trattiene gli odori e quindi veicola più facilmente il messaggio.
A differenza degli odori, che sono appresi con l’esperienza, i feromoni sono innati.
La connessione tra naso e cervello è strettissima, tanto che basta sentire un odore, magari della torta della nonna di quando eravamo piccoli, per rivivere una gamma di emozioni intense.

I feromoni sono ancora più legati, perché non si tratta di memoria individuale ma di specie. Quando si sente un feromone infatti non ci si emoziona, ma si reagisce.

Questo è del tutto automatico e non mediato da parti evolute come la corteccia cerebrale: si sente un feromone e si fa ciò che questo suggerisce.

Per questo se avete un cane anche ben addestrato e questo sente odore (in realtà i feromoni) di una femmina in calore, potete inventarvi quello che vi pare: o è legato o fugge verso l’odore.

Non lo fa appunto perché “vuole” ma perché “deve”.
Più il cervello è semplice, più i feromoni sono efficaci, infatti nel caso degli insetti regolano ogni tipo di relazione.
Negli esseri umani le cose sono un po’ diverse, prima di tutto perché siamo appunto microsmotici quindi con un naso poco efficiente, e poi perché teniamo costantemente sotto controllo gli istinti.

Bé, più o meno.
La comunicazione olfattiva però rimane fondamentale anche per noi, non a caso quando una relazione è in crisi ci si lamenta di colpo dell’odore del partner, che sembra diventato all’improvviso insopportabile.

Pensateci: all’inizio di una relazione, quando si è innamorati, l’odore dell’amato bene è irresistibile, lo cerchiamo nel cuscino, nei vestiti, ovunque.
Dopo un pò inizia a non essere così meraviglioso e alla fine, se si arriva alla crisi, diventa proprio orrendo.

La nostra società occidentale è molto poco cinestesica e tanto visiva, se si va in altre culture, come le asiatiche, si nota di quanto l’odore sia importante nella comunicazione.

Purtroppo tendiamo a coprirci di vestiti, che anche se utili per altre funzioni come la protezione dal freddo (per gli uomini) e la veicolazione di messaggi come personalità, rango sociale, buon gusto (per le donne) hanno il difetto non da poco di trattenere il sudore.

Questo a contatto con l’aria e la polvere finisce per puzzare orrendamente, e per evitare crisi di vomito continue obbliga chi vive in comunità a continui cambi d’abito e docce.

Per essere sicuri si completa l’opera con deodoranti, profumi, dopobarba che cancellano del tutto ogni traccia di odore della pelle.

La comunicazione è quindi più che disturbata e rientra nell’ambito in cui siamo maestri: mentire.

Occultare il proprio odore è qualcosa cui di solito non si pensa, ma cambia del tutto il nostro messaggio verso gli altri.

Quindi la nostra maschera è completa: trucco e abiti modificano l’aspetto, sorrisi falsi modificano l’espressione, bugie e menzogne modificano le intenzioni e infine il profumo modifica l’interesse.
Siamo i migliori bugiardi del pianeta!

Antonio Meridda

laureato in scienze naturali, specializzato in etologia. Interessato al comportamento e alle relazioni degli animali di gruppo, ha applicato agli esseri umani le teorie scientifiche.

Latest posts by Antonio Meridda (see all)

 

Commenti dai social

commenti

Rispondi