In questi ultimi anni assistiamo di frequente a teorie di complotti, idee su ipotetici ordini mondiali ecc.

La teoria del complotto lunare è una di queste.
Si tratta di un’ipotesi complottista secondo cui le missioni del programma Apollo non avrebbero realmente trasportato gli astronauti sulla Luna, e le prove degli allunaggi sarebbero state falsificate dalla NASA.

Perchè mai?
Sul perchè sinceramente se ne sentono di tutti i tipi, si va dalla cospirazione condotta con la collaborazione del governo degli Stati Uniti, fino ad arrivare alle idee più bizzarre e imbarazzanti, che fanno entrare in scena anche extraterresti.

Secondo i teorici del complotto, le immagini degli allunaggi sarebbero riprese fatte in studio con l’ausilio di effetti speciali.

Nel 1999 un sondaggio della Gallup ha rilevato che il 6% dei cittadini statunitensi ha dubbi sull’allunaggio.

Il consenso scientifico è che le missioni Apollo sono state reali e l’uomo ha indiscutibilmente camminato sulla Luna, come dimostrato anche da numerose prove indipendenti.

In questo articolo non voglio star qui a discutere se siamo andati o no sulla luna, ma del linguaggio del corpo veramente ambiguo degli astronauti dell’apollo 11.

Un video inviatomi da un amico via mail, che riguardava le prime interviste rilasciate dagli astronauti al rientro della missione, mi ha lasciato molto perplesso e mi sono permesso di indagare un pò più a fondo ciò che i 3 astronauti hanno raccontato, analizzando il loro linguaggio del corpo..

Il video che ha suscitato in me curiosità è stato questo qui sotto:

Le espressioni facciali degli astronauti dal min 0:58 sono veramente anomale e allo stesso tempo interessanti, perchè non attinenti al contesto in cui si dovrebbero manifestare.

In Armstrong c’è rabbia (codice facs AU4+7+17) che al min 1:22 viene miscelata con il disprezzo (codice facs AU14). Perchè?

E’ una domanda normalissima quella che gli viene rivolta, dopo un evento straordinario come quello che hanno compiuto, perchè mostrare rabbia e disprezzo?

La cosa mi ha veramente incuriosito, allora ho iniziato ad analizzare anche il non-verbale degli altri astronauti.

Come si può notare, anche gli altri due mostrano comportamenti anomali, perchè è presente in loro l’emozione della tristezza (notare sopratutto in Buzz Aldrin l’AU1+4 sopratutto al min 1:44 che è miscelata a rabbia repressa, infatti si può notare la compressione delle labbra AU24 al min 1:48) rafforzata dal riverbero gestuale della mano che regge il mento.

Questo stato d’animo caratterizzerà la sua vita, perchè in seguito è sprofondato in una forte depressione con uso di alcool e droghe

In Collins invece ho notato la mano sulla bocca e l’aumento dell’ammiccamento pupillare, che come abbiamo già trattato in alcuni video-esercizi (clicca qui, oppure su questo esercizio: clicca qui) significa che avrebbe da dire la sua, ma al momento non può.

Perchè queste persone mostrano un linguaggio del corpo non attinente al contesto?

Non si può parlare di qualcosa di straordinario (e se vogliamo anche euforico), come aver messo i piedi sulla luna per la prima volta, mostrando rabbia e tristezza.

E’ una vera incongruenza!

Ci deve esser dell’altro.

Dopo aver visto questi filmati ho per un attimo iniziato a credere anche io che sulla luna non ci siamo mai andati, e la mia mente ha iniziato a non esser più obiettiva.

Me ne sono accorto perchè inconsciamente ho cercato indizi di falso nelle interviste che ho reperito sul web.

Non si fa.

 

102291-intervista136Un ricercatore deve restare obiettivo e analizzare i dati senza farsi coinvolgere dalla parte emotiva, quindi ho commesso per un attimo lo sbaglio di credere che Armstrong stesse mentendo quando ho proseguito la visione del video al min 3:00.

 

Sappiamo da vecchi studi di PNL che il portare lo sguardo alla propria destra o sinistra mentre si parla, è significativo. Lo sguardo in alto a sinistra (per un visivo come Armstrong) significa che il suo cervello sta ricordando eventi accaduti, sta in pratica accedendo alla memoria.

Lo sguardo in alto a destra invece, (ed è questo che accade nel video sopra al min 3:00) suggerisce la creazione di immagini. Questo indica fortemente che il soggetto sta mentendo.

Questa teoria anche un pò obsoleta, ci dice anche che nei mancini le cose cambiano: sono invertite. Ed è qui che mi sono accorto di non essere obiettivo e sono corso ai ripari.

Stavo dando credito ad una teoria datata e non sempre valida, e non ho notato l’assenza di altri riverberi gestuali che potevano convalidare la mia ipotesi. Mi stavo scordando la regola principale: un semplice gesto, non significa nulla!

Sono andato a fare un pò di ricerca e ho scoperto che Armstrong… era mancino!

Nel video oltre lo sguardo non abbiamo elementi o meglio riverberi gestuali, che ci possono evidenziare segnali di menzogna, quindi, se ne può dedurre che STA DICENDO LA VERITA’.

 

TelegramBadge

 

Le interviste ad Armstrong sono poche e rare, andando a scavare sul web però, possiamo imbatterci in un’altra interessante intervista, quella fatta negli anni ’80 dove gli viene chiesto quale è stata la sua emozione più grande una volta messo il piede sulla luna.

 

Quale è stata l’emozione più grande?

 

Come possiamo notare nel video sotto, Amstrong non risponde alla domanda.

Nel 1984 Paolo Frajese in studio con Tito Stagno ricorda la diretta TV dello sbarco sulla Luna del 1969.

In collegamento da New York Neil Armstrong, è intervistato da Giuseppe Lugato e alla domanda: “Quale è stata la sua emozione più grande?”, in pratica non risponde.

Il video è stato tolto da youtube ma è possibile vederlo anche al link di RAI Storia:
http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/30-anni-della-nostra-storia-neil-armstrong/23963/default.aspx 

 

Come ho descritto in un recente post – clicca qui –  gli studi caratterizzati dall’attenzione rivolta al solo contenuto verbale hanno messo in luce che il bugiardo (o la persona che vuol nascondere qualche informazione) utilizza un linguaggio con un ridotto numero di asserzione ai fatti.

Le dichiarazioni risultano più brevi di quelle vere e con minor riferimento alle esperienze personali: le menzogne fanno pochi riferimenti a persone, luoghi o eventi, mentre si servono moltissimo di termini generici come tutti, ogni volta, nessuno, mai, ecc.

In particolare il verbale di chi mente o vuol nascondere qualcosa è conciso, sintetico,  incompleto, con enunciati brevi, privi di soggetto e con predicati sottintesi. In questi casi si descrivono immagini o eventi senza riferire sensazioni personali.

Nel video qui sopra Armstrong non riferisce le sue emozioni, non ci da nessuna informazione sensoriale personale su ciò che ha provato, in pratica non ha risposto alla domanda.

Ancora una volta ci si dovrebbe chiedere... perchè?

Se veramente è andato sulla Luna, perchè ha paura di parlare delle emozioni che ha provato? Cosa c’è che non ci vuol dire?

 

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La mia ipotesi è che sulla Luna ci siamo andati, le prove ci sono e tante, la teoria di un ipotetico complotto lunare non ha retto al vaglio degli esperti.

Resta però il fatto che la vita dei 3 astronauti è cambiata dopo quell’esperienza, e non in positivo.

La vita ci mette davanti a tante prove, le cose cambiano, eventi non piacevoli capitano a tutti, ma qui sembra che tutti e 3 gli astronauti siano rimasti delusi, tutti hanno abbandonato il loro lavoro quando erano all’apice della carriera, tutti si sono ritirati dalle scene, e uno di loro sprofondato in depressione si è abbandonato all’alcool.

Troppe incongruenze lasciano domande.

Analizzando le interviste nei video, di certo c’è solo una cosa: queste persone non possono o non vogliono raccontare veramente quello che hanno visto e fatto.

 

 

 

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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