Quante volte ci hanno fatto domande simili?

“Se uno si gratta il gomito, cosa vuol dire?”

“Mi hanno detto che chi si tocca il naso sta mentendo, è vero?”

“Un mio amico mi ha confessato una cosa, ma mentre lo faceva si toccava l’orecchio: stava mentendo?”

fig. 37-5

Sarebbe molto comodo avere una mappa del corpo con le corrispettive funzioni, tipo naso: bugia, orecchio: onestà, gola: fiducia, occhio: paura.

Purtroppo NON è così! Il nostro corpo ha zone sensibili, zone erogene, punti fragili, giunture, ma a che risulti tutt’ora alla scienza, non esistono punti specifici che abbiano un significato emotivo preciso.

Ma allora perché in Lie to Me capita questo? Probabilmente – buttiamola lì – perché si tratta di una serie tv. O qualcuno pensa che i medici facciano come dr. House o che i poliziotti siano come Stursky e Hutch? No, giusto? E allora Lie to Me?

Come tutti gli esperti di body language siamo grati a questa serie per aver fatto conoscere al mondo tale affascinante disciplina – che esiste da molti anni senza che nessuno ne sappia niente – ma è bene distinguere realtà e fantasia. Non si può e ripetiamo NON si può in nessun modo capire cosa uno pensi solo dal fatto che gratti o meno un punto specifico del corpo.

Quindi, il prurito non indica nulla? Ovvio che indica qualcosa! Nel 90% dei casi significa che c’è un disagio specifico, e se questo non ha cause esterne – pizzichi di insetti, vestiti scomodi, eritemi cutanei e simili – vuol dire che il problema è di tipo psicologico. Questo è ben lungi dal significare una bugia!

Facciamo l’esempio più classico, riportato ovunque da sedicenti esperti: il grattarsi il naso indica una menzogna. Fosse così semplice, saremmo tutti esperti! Di sicuro, se uno alla domanda “Ieri sei andato a ubriacarti?” inizia a sudare, a balbettare, evita lo sguardo, è nervoso e si gratta il naso, qualcosa da nascondere ce l’ha. Ma appunto, occorrono un insieme di segnali per avere una qualche traccia di possibilità per sapere se si mente o meno.

Ci sono poi fantasisti che mappano il corpo: il viso grande tensione, il naso massima, il collo meno, il gomito scarsa, le gambe quasi nessuna. Domanda: e allora se uno sfrega le caviglie non dovrebbe avere alcuna tensione. Ma davvero è così? Gli studi recenti ci dimostrano il contrario. Quindi, come regolarsi?

Non ci sono dubbi che un prurito crescente sia legato a un disagio in aumento, ma questo non vuol dire “bugia” ma appunto tensione emotiva. Può essere benissimo imbarazzo, per dirne una, o paura. Gli studenti sotto esame tendono a grattarsi spesso il viso per un misto di timidezza, paura e tensione generale. Quindi il professore deve pensare che siano tutti bugiardi?

La verità è che non basta MAI un gesto per indicare qualcosa di preciso. Allo stesso tempo, questo è una spia di qualcosa che non va, quindi osservandolo dobbiamo ragionare su cosa sta accadendo.

Grattiamoci il naso e pensiamo ad altro.

 

 

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Antonio Meridda

laureato in scienze naturali, specializzato in etologia. Interessato al comportamento e alle relazioni degli animali di gruppo, ha applicato agli esseri umani le teorie scientifiche.

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