A quanto pare, avere una vita sessuale appagante può fare bene anche alla memoria.
Lo rivela uno studio dell’Università di Wollongong, pubblicato sulla rivista Archives of Sexual Behavior.

Lo studio è stato realizzato su un campione di 6016 adulti ultracinquantenni (2672 uomini, 3344 donne), sottoposti a un test di memoria episodica e a domande sulle proprie condizioni di salute, sull’attività sessuale e sulla vicinanza emotiva. Il consiglio che danno gli esperti è fare molto sesso perché pare che l’effetto positivo sia solo temporaneo, quindi per assicurarsi una buona memoria è bene praticare un’intensa e continua attività sessuale.

I soggetti dell’esperimento hanno completato un test di memoria episodica e hanno anche risposto a domande relative alla salute, all’attività sessuale e alla vicinanza emotiva.

Due anni dopo, è stato chiesto loro di ripetere nuovamente l’esercizio di memoria episodica. Dall’analisi dei risultati è emerso che, tenendo conto di quanto spesso i partecipanti si baciassero, toccassero o facessero sesso con i loro partner, nel breve periodo l’attività sessuale ha avuto un impatto sulla memoria, ma gli effetti non sembra siano durati a lungo.

Quello che emerso dalla ricerca è che il sesso stimola la crescita dei neuroni nell’ippocampo, una parte del cervello che viene attivata quando si eseguono attività di memoria episodica e spaziale.

Secondo gli esperti fare sesso fa bene, quindi, soprattutto intorno ai cinquant’anni, quando la memoria inizia a declinare.

Già altri studi erano arrivati alla stessa conclusione

Uno studio della Coventry University, pubblicato su Age and Ageing, che ha monitorato per dodici mesi un campione di donne e uomini con un’età compresa tra i 50 e gli 89 anni, già confermava gli stessi risultati. Chi aveva una intensa e regolare attività sessuale ha ottenuto punteggi più elevati nei test di memoria. E inoltre ha dimostrato di avere una migliore funzione cognitiva.

Differenze tra uomini e donne

Lo studio ha messo in evidenza anche la differenza di genere: gli uomini sono risultati più brillanti sia nella funzione esecutivo-cognitiva sia nella memoria in generale, mentre le donne hanno avuto ottimi risultati nella memoria, meno per quanto riguarda le funzioni cognitive.

Differenze che secondo i ricercatori sarebbero imputabili alla diversa struttura del cervello. Per esempio, spiegano, i correlati fisiologici dell’attività sessuale come la produzione di testosterone per lui e di ossitocina per lei hanno effetti diversi sul cervello e sulla funzione cognitiva di uomini e donne.

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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