Ogni idea accettata dalla nostra mente tende a tradursi in azione.

Spiego meglio queste parole: non ho detto che ogni idea diventa un’azione, ma che tende a diventare un’azione; in pratica è come se il pensiero sia un atto allo stato nascente. Ogni azione, ogni singolo atto è prima immaginato e solo dopo, se è il caso, tramutato in un’azione vera e propria.

Dietro ogni idea è come se esistesse una particolare configurazione neuronale e questa configurazione agisce come una realtà, predisponendoci in un modo particolare. Inconsciamente vengono così messi in moto gli apparati destinati a realizzare le azioni da compiere.

Se ora immagino di alzarmi dalla sedia, è come se “aprissi” le cellule cerebrali destinate a dare al mio corpo il comando di alzarsi, in pratica attivo una configurazione neuronale specifica e questa mia idea può essere accettata o rifiutata. Se è rifiutata l’energia contenuta nell’idea cade nel nulla, disattivando la configurazione neuronale che si è venuta a creare; se invece è accettata, la stessa configurazione neuronale viene potenziata ed ampliata, in questo modo l’idea “tende” a realizzarsi.

 

Elevare il livello di attenzione

 

Se vogliamo essere motivati è necessario allora attivare un elevato livello di attenzione, perché l’atto mentale di focalizzare l’attenzione rende operativi i circuiti mentali associati. Se la densità dell’attenzione è bassa, le nostre azioni non partiranno.

Ne è un tipico esempio il ragazzo che vuole studiare, ma (chissà come) trova continuamente distrazioni, per cui non inizia mai.

Oppure, se io penso ora di alzarmi per chiedere qualcosa al mio vicino di casa che mi provoca imbarazzo (ad esempio: mille euro), il pensiero può adagiarsi, non trovare ostacoli, può percorrere cellule e nervi, ma viene subito frenato da pensieri opposti discordanti. All’opposto, se ho bisogno urgente di soldi, quello che mi permette di superare tutte le mie difese a dispetto delle idee contrastanti, è il bisogno di mantenere l’idea fissa nel mio cervello.

L’intenzione, secondo la neuroscienza, è la forza motrice trainante.

Da sempre la psicologia studia le diverse forme di motivazione, ovvero il nesso tra certi comportamenti e l’ambiente.

Una motivazione si manifesta quando per una qualsiasi ragione si è perso uno stato di equilibrio e permane sino a quando l’equilibrio non si è ristabilito.

Assumiamo quindi un comportamento motivato ad agire quando siamo caratterizzati dalla presenza di tre fattori:

  • Mobilitazione di energia

Più questa energia è alta, più la motivazione è forte. Faccio un esempio: ogni giorno perdiamo, mediante sudorazione, espirazione e orinazione molta acqua, e tale mancanza d’acqua comporta una concentrazione salina nel sangue che ci spinge alla ricerca di liquidi. In questi casi la relativa disidratazione determina anche la secchezza della mucosa della bocca e della lingua ed è questa sensazione che ci motiva psico-fisiologicamente a bere. La sete è il “bisogno”, cercare e bere acqua è il motivo che ci spinge all’azione, cioè la nostra “motivazione”. Per quanto riguarda lo stimolo della fame succede la stessa cosa: per poter analizzare la fame come motivazione biologica è necessario privare l’organismo di cibo.

Nell’uomo l’energia è immagazzinata mediante l’alimentazione, sotto forma di glicogeni (molecole di glucosio) o sottoforma di grasso in varie parti del corpo. Da queste riserve le cellule del nostro organismo prelevano energia e, prima che le riserve si esauriscano, scattano meccanismi di “allarme” che segnalano lo stato di bisogno energetico: in questo modo si manifesta lo stimolo della fame.

  • Persistenza

Se c’è ripetizione, nonostante sforzi e insuccessi, vuol dire che la motivazione è intensa. La motivazione si riferisce agli stati di tensione (bisogni-desideri) che ci permettono di agire, ma anche al comportamento strumentale messo in moto da questi e agli obiettivi che vogliamo raggiungere, volti a soddisfare il bisogno o a ridurre il desiderio.

  • Variabilità

Se lo scopo non viene raggiunto, può esserlo modificando il comportamento o i mezzi. Quel che capita in genere è che si prova e riprova in continuazione finché non si raggiunge il successo, provando strade sempre diverse.

Per chi è motivato è difficile lasciare al primo fallimento, ne sono la prova i grandi successi ottenuti da W. Disney, oppure T. Edison: il primo cercò finanziamenti per la sua costruzione di Disneyland vedendosi negare il prestito da più di cento banche prima di ottenerne uno, il secondo operò più di duemila tentativi per realizzare la sua prima lampadina.

Quanti di noi si sarebbero arresi se non al primo, al decimo insuccesso?

Quindi viene da farci spontaneamente una domanda: Quanto potenziale umano abbiamo a nostra disposizione? E come tendiamo a sfruttarlo?

Per rispondere a questa domanda ho fatto tempo fa un video che riporto qui sotto, ti invito a guardarlo (anzi ad ascoltarlo, visto che è tratto da ubn podcast).

Attenzione!!
Alcuni video saranno riservati solo a determinati iscritti, approfittatene ora ad iscrivervi al canale youtube, sarete tra i primi che rientreranno nel gruppo privato. Il link è https://www.youtube.com/channel/UCrrIHsgbnFgJD8F7CaEyJHg 

 

Tratto da: Costruisci il tuo successo – ediz. Psiconline

Contenuto del libro:

Passo dopo passo, l’autore analizza i fattori che spingono le persone ad auto limitarsi: la paura di prendere decisioni, la convinzione – errata – che solo pochi possano ottenere quello che vogliono nella vita, la mancanza di organizzazione per raggiungere le proprie mete. Con un percorso lineare e progressivo, l’autore spiega le teorie utilizzate nei suoi corsi per migliorare il rapporto con il nostro inconscio ed i reali desideri della nostra mente. Ognuno di noi può decidere praticamente qualunque cosa. Ognuno di noi decide ogni giorno, non esistono quindi persone che non decidono; magari alcuni decidono con difficoltà, ma non è possibile non prendere decisioni. Il cambiamento è essenziale nella nostra vita, avviene naturalmente, non è cosi per il miglioramento, quello dipende da noi. In questo libro vengono svelate le paure, le credenze e i vantaggi secondari nascosti dietro ogni obiettivo mancato. In esclusiva, viene inoltre presentato il metodo MADE, messo a punto dall’autore attingendo alla Psicologia analogica, alla Gestalt, alla PNL e altro ancora: un metodo innovativo che permette di entrare in contatto con il proprio inconscio e sfruttare al meglio le capacità che ognuno possiede per raggiungere davvero gli obiettivi che ognuno di noi sogna nel lavoro, in famiglia, nella vita di tutti i giorni.

 

Follow me

Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
Follow me
 

Commenti dai social

commenti

Rispondi