Una delle più strane e diffuse abitudini umane è probabilmente il forarsi il lobo delle orecchie.
In qualsiasi epoca e pressoché in tutti i paesi del mondo le donne – in alcuni casi, ma molto più rari, anche gli uomini – abbelliscono, decorano ma soprattutto forano in tutti i modi le orecchie, in particolare il lobo.
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Ciò non sorprende se se ne conosce la causa, quello che forse può più sorprendere è quanto in pochi la sappiano.

Perché mai in tutti i popoli e da che se ne ha memoria le donne hanno questo uso?

In Asia orientale avere lunghi lobi è simbolo di saggezza, per questo le statue del Buddha sono scolpite con orecchie straordinariamente pendenti, che arrivano talvolta addirittura al petto.

In altre regioni dell’Africa e dell’Asia molte tribù usano allargare i lobi inserendo in essi cerchi sempre più grandi.

Questi casi però non hanno a che fare con l’origine dell’uso quanto con gli usi culturali specifici di una regione.
Qualsiasi sia il popolo però non se ne trova praticamente alcuno in cui le donne non decorano e forano le orecchie.

Perché?
Prima di dare la risposta diretta a questa domanda, chiediamoci qual è il primo scopo dei cosiddetti abbellimenti, del trucco, dell’estetica.
Ci possono essere dubbi che il primo motore di tutte queste pratiche sia l’apparire più belli?

Ed esiste qualcuno che possa supporre che la più potente molla – non l’unica ma certo la più forte – che genera il senso di vanità è l’attrarre il sesso opposto?

Occhi e labbra sono di certo i più coinvolti in questo procedimento perché sono da sempre quelli che comunicano meglio l’interesse e la “disponibilità” sessuale.

Anche in questo caso ci sono culture in cui gli uomini usano abbellirli come le donne, ma sono per lo più eccezioni.

Quindi le parti del viso indubbiamente attirano lo sguardo maschile, specie alcuni punti specifici. Ma non sono i soli.

Facciamo a questo punto un’altra, più “scabrosa” domanda: come si può comprendere per davvero l’interesse del sesso opposto?

Come, cioè, si può inequivocabilmente capire se l’uomo o la donna in questione è coinvolto, eccitato, interessato a noi?

Per gli uomini non ci sono molti dubbi a riguardo, l’erezione non solo è facile da “scoprire” ma è fatta proprio in modo da dimostrare subito l’eccitazione maschile.
Come sempre, è utile non restringere la propria mente alla sola razza umana ma espandersi quantomeno agli altri mammiferi. In tutti l’erezione è molto ben visibile, per mandare un forte segnale alla femmina: ti voglio.

Ma le femmine come rispondono?
Nelle altre specie i segnali variano, ma sono per lo più odorosi.

Esistono anche richiami e/o colori, movimenti e comportamenti specifici.
Tutti utili, ma non nel caso di una razza che ha fatto della menzogna la sua seconda pelle.

Il meccanismo del flirt infatti rende inutile tutti questi segnali, perché una femmina potrebbe molto facilmente ingannare un maschio, sapendo come fare.

Esiste tuttavia un segnale che non può in alcun modo essere controllato: l’arrossamento. Essendo dato dal battito del cuore e dal movimento del sangue, a meno di essere maestri di yoga non si può intervenire su di esso.

Possibile che la risposta alla perforazione del lobo sia questa?

Meraviglia delle meraviglie sì! Il lobo delle orecchie si arrossa durante l’eccitazione, come altri parti del corpo. A differenze delle altre però il lobo non si arrossa facilmente per la vergogna o l’imbarazzo, mentre tende a farlo in caso di sforzi fisici o di eccitamento.

Lo stesso meccanismo avviene anche nell’uomo, ma essendo già presente l’erezione diverrebbe un segnale inutile e ridondante. Così non è per le donne.

Insomma, quello che l’orecchino, il cerchietto, il bastoncino indica è proprio “guardami le orecchie, così sai se ti voglio”.

Ovviamente il messaggio ormai è solo inconscio, e il 99% dell’umanità ignora a livello cosciente che sia così.
Ma il nostro istinto lo sa benissimo, e quest’uso non a caso trascende culture, epoche storiche e ideologie di ogni tipo.

Quando vi mettete un orecchino, quindi, pensate bene a chi volete lanciare un segnale, poiché il messaggio è forte quasi quanto una scollatura!

Antonio Meridda

laureato in scienze naturali, specializzato in etologia. Interessato al comportamento e alle relazioni degli animali di gruppo, ha applicato agli esseri umani le teorie scientifiche.

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