Ogni coppia rappresenta un fenomeno talmente unico da non poter essere ridotto a categoria.

Non è possibile, per qualsiasi coppia, tracciare un percorso preciso percorribile per tutti in modo uguale.

La coppia è un sistema relazionale formato da due persone, distinto rispetto all’ambiente esterno.

Come amava sottolineare Eric Fromm, l’amore non è soltanto una relazione con un’altra persona, happy-1071323__180ma un’attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso un “oggetto” d’amore.

Se una persona ama solo un’altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è definibile come amore, ma come “attaccamento simbiotico”.

Come insegna la psicologia della Gestalt, il tutto è più della somma delle singole parti e anche la coppia non sfugge a questa legge, infatti essa non è la semplice somma di due individui diversi.

Quando due persone generano una coppia, fanno coesistere l’esistenza di due personalità distinte, e allo stesso tempo fondono un nuovo soggetto autonomo, che come in ogni altra tipologia di gruppo [Berne, 1963], ha un confine esterno che ne definisce e protegge lo spazio vitale e con esso l’esistenza e la crescita della relazione stessa.

Questi limiti esterni nel tempo sono soggetti a cambiamenti, vanno quindi tutelati da eventuali “inquinamenti” che possono renderne difficile la sopravvivenza.

 

Persone esterne alla coppia

Persone esterne alla coppia possono violare il suo spazio vitale, contaminarla e cambiarla, i suoceri che invadono brutalmente la privacy della coppia, soprattutto nel periodo della nascita di un figlio, ne sono un tipico esempio.

La relazione a due è un sistema dinamico, che nasce e si sviluppa attraverso una serie di intimi accordi (consapevoli o inconsapevoli) e dagli eventi più generali: condividere alcuni progetti di vita, il matrimonio, la nascita di figli, ecc.

coachOgni fase rappresenta un cambiamento, il quale porta con sé alcune novità che inevitabilmente alterano l’equilibrio della coppia finendo per costruire nuovi equilibri e nuovi obiettivi.

A volte rappresentano passaggi sono dolorosi, altre volte il cambiamento può essere superato più facilmente, con un ulteriore arricchimento dello stesso legame.

Non è un caso infatti che al momento del primo appuntamento, durante una seduta psicoterapeutica, lo stesso terapeuta è coinvolto in quei ruoli e regole dai quali le persone che si sono rivolte a lui vogliono liberarsi.

 

La fusione di due individui inevitabilmente comporta cambi di abitudine per entrambi

 

Gli uomini hanno difficoltà ad accettare quella che oggi è denominata “condivisione” dei ruoli, ma questo non deve intendersi come un rifiuto ad accettare delle mansioni da casalingo, c’è dell’altro dietro, che affonda le radici nella storia.

Fino alla metà circa del secolo scorso, ovvero prima della rivoluzione sessuale, era piuttosto semplice.

downloadLa donna si occupava della casa, e l’uomo del lavoro.

Questo sistema però, se ottimo come organizzazione teorica, in pratica relegava la donna a non avere alcun tipo di reddito, e in una società basata sul denaro di fatto la manteneva in una posizione subordinata rispetto all’uomo.

Si è quindi intervenuto in maniera drastica, e oggi si è arrivati al collasso definitivo.
Infatti, se prima la casa era sempre pulita e la situazione era in equilibrio, adesso lo stress in casa è pari o superiore a quello fuori casa.

Perché si è giunti a tanto?
Perché tante famiglie non riescono a organizzarsi in questo senso?

 

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Ancora una volta, la ragione è di tipo culturale e biologico

 

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Il metodo anticorna

Ribadiamo di nuovo che stiamo esponendo delle tesi scientifiche e non opinioni personali, riportate anche nel nostro libro “Il metodo anticorna” citato in fondo al post.

Ci affidiamo cioè alle ricerche sul campo e ai risultati che queste hanno portato.

Difatti, se è vero come è vero che il ruolo “secondario” femminile è stato imposto dall’uomo con la violenza e/o la prepotenza in tempi passati, è anche corretto che in tutte le civiltà e culture del mondo si assiste allo stesso identico modo di gestire casa e lavoro.

In tutti i Paesi infatti l’uomo lavora per lo più fuori casa, la donna maggiormente tra le mura domestiche.

Questo vale anche per i popoli nomadi, quindi ha una spiegazione che non può essere liquidata solo con il predominio maschile.

Torniamo a decine di migliaia di anni fa, quando la nostra specie non viveva ancora in città ed era invece nomade.

Tempo in cui l’agricoltura non era stata scoperta e per procurarsi il cibo era necessario spostarsi.

In questi tempi la vita umana era molto diversa, eppure i ruoli erano già da allora ben definiti: gli uomini cacciavano, lottavano e si uccidevano tra loro, difendevano la famiglia e la tribù dalle minacce esterne, fossero queste date da esseri umani o da altri animali.

Le donne raccoglievano il cibo facile da prendere, come frutta, ortaggi, conchiglie, lumache.

Allevavano la prole, educavano i piccoli e gestivano i rapporti interni alla tribù e alla famiglia.

Per svolgere nel modo migliore questi compiti, c’è stata un’evoluzione sia negli uomini che nelle donne.

In particolare, queste ultime hanno sviluppato alcune doti specifiche, come l’attenzione ai dettagli nei piccoli spazi (come le stanze di una casa, appunto), il cervello multitasking per gestire diverse attività insieme, la visione laterale ampia per controllare più cose in una volta, e una memoria strutturata per ricordare la disposizione di piccoli oggetti.

Infatti grazie agli estrogeni, la donna riesce a ricordare con facilità dove si trovano gli oggetti in uno spazio ristretto, come in un frigorifero o un cassetto, Vedi: Pease & Pease, Perché gli uomini possono fare una sola cosa per volta e le donne ne fanno troppe tutte insieme (2004).

L’uomo non ha niente di tutto questo.

Quando cerca un oggetto lo fa basandosi sulla sua memoria passata.

Per esempio, se cerca un barattolo di marmellata, deve essere esattamente quello.
Se il barattolo è girato rispetto all’ultima volta, l’occhio maschile non lo riconosce [Pease & Pease, Perché gli uomini possono fare una sola cosa per volta e le donne ne fanno troppe tutte insieme (2004)].

La sua visione binoculare lo obbliga a verificare un oggetto per volta, quindi cercare in un cassetto o in un frigorifero diventa un compito lungo e laborioso.

 

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In passato, questo era così tanto noto che le donne non si scomponevano, e gli uomini neppure: le mogli portavano ai mariti i vestiti e le cibarie, e loro mangiavano e si vestivano. Fine.

Non c’erano scontri come oggi, perché gli uomini praticamente non vivevano in casa, vi facevano solo ritorno per riposare.

 

 

Oggi non è più cosi

Oggi non è più così, e il doppio compito femminile (cura della casa e lavoro) le obbliga a chiedere l’aiuto del marito per gestire le numerose faccende casalinghe.

Per gli uomini questo è un incubo, e molti preferiscono lavorare il doppio per pagare i conti della moglie invece che lavorare in due e gestire la casa insieme.

I lavori della casa, ancora oggi sono svolti per circa un 80% dalle donne, anche se sembra che gli uomini mettano a disposizione ogni anno circa 9 minuti in più del loro tempo [Dati Istat citati in psychologies n.1/2 – 2011], resta comunque una mansione puramente femminile.

Quando l’uomo è portato di sua iniziativa ad aiutare il proprio partner in faccende domestiche l’uso che fa del linguaggio è molto particolare, infatti ogni servizio svolto sembra esser fatto come un regalo nei confronti del coniuge e non come un dovere.

Ad esempio, nel caso dell’aspirapolvere è quasi sempre l’uomo a dire: “Oggi ti passo l’aspirapolvere”, oppure “oggi ti lavo i piatti”,.

La parola “Ti ho fatto…”, anche se usata in modo del tutto involontario, sottende il fatto che la mansione in questione è stata svolta al posto del coniuge, cioè è stata fatta una concessione, solo per lei.

 

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La donna a differenza dell’uomo, riesce a passare da una mansione all’altra con estrema facilità, può addirittura tenere aperte più situazioni insieme perché ha la capacità di svolgere più cose contemporaneamente, cosa che l’uomo non sa fare.

L’uomo riesce a focalizzarsi meglio su un compito per volta e questo lo dimostrano i numerosi studi sul cervello condotti negli ultimi anni [Meridda & Pandiscia, Il metodo antiballe (2011)], ma anche le varie influenze sociali che subiamo fin dalla nascita, usi e costumi della nostra società ecc.

Gli uomini e le donne (anche se dirlo sembra politicamente scorretto) differiscono enormemente, perché nel corso dell’evoluzione, hanno affrontato problemi adattativi differenti.

L’uomo si riservava il compito della caccia, la donna quello dell’educazione, gestione del focolare e dei rapporti umani.

Iniziare un discorso ammettendo che l’uomo e la donna sono psicologicamente uguali, significa rifiutare le conoscenze che abbiamo riguardo la psicologia sessuale dell’evoluzione umana.

In definitiva è questo ciò che si nasconde dietro il rifiuto da parte dell’uomo, di svolgere delle mansioni casalinghe.

 

Matrimonio. Mi annoiavo, ecco come è cominciato. Mi annoiavo, ecco come è finito.
(Alexandre Dumas)

Sembra strano, ma dietro la disputa su chi deve o non deve passare l’aspirapolvere, si nascondono secoli di condizionamenti, studi di sociologia, psicologia e etologia, e finché la coppia è in equilibrio non si manifestano contrasti di questo tipo, ma quando tale equilibrio viene a mancare ecco sopraggiungere i problemi.

Ancora oggi nell’uomo, c’è la paura intrinseca di esser giudicato poco virile se sceglie di svolgere mansioni tipicamente femminili.

 

Ad esempio, quante volte alla rottura di un tubo, al guasto di una lavatrice o al guasto di elettrodomestico l’uomo è solito dire: “Ci penso io”.

 

A volte individui che non hanno nessun tipo di manualità nel fare le cose, in casa si improvvisano muratori, elettricisti, carpentieri, ma se si chiede loro di utilizzare quella lavatrice, quell’elettrodomestico, cosa che può benissimo fare chiunque, anche persone con nessuna manualità, ecco nascere l’insofferenza.

L’uomo è educato da secoli a giocare “alla guerra”, a trovarsi in competizione.

Tra i suoi giocattoli troviamo, auto, moto, soldatini, al contrario di ciò che avviene nelle bambine.

Ovvio che nel tempo ognuno si identifica in ciò che è sempre stato educato ad essere, dai genitori, dai parenti, dal gruppo dei pari, dalla società.

E cambiare… è difficile.

Il rifiuto di fare certe mansioni, alla lunga può rendere un rapporto disfunzionale.

I problemi spesso si risolvono rivedendo gli obiettivi e anche le abitudini di entrambi, perché la coppia di oggi non vive più le regole rigide di una volta.

Gli uomini oggi spesso hanno un lavoro precario, la donna non è più rilegata nel piccolo mondo domestico, ma spesso anche lei ha un lavoro precario.

Tutta questa instabilità, insicurezza non fa altro che aggravare il disequilibrio della coppia.

Alcuni credono che le differenze con il tempo, vengono ad appianarsi all’interno di ogni coppia, niente di più errato!

 

Le differenze, se ci sono all’inizio, possono solo che aumentare con il passare del tempo.

 

Le donne amanti dell’ordine non credano che sposando un uomo disordinato, lo rendano capace (con il tempo) di essere ordinato.

 

Le frasi che aleggiano nella mente di alcune donne sono in questi casi del tipo: “Lui cambierà, perché il mio amore lo farà cambiare”.

Queste frasi portano ovviamente a mettere in campo alcuni atteggiamenti, i quali possono essere male interpretati dal partner.
Infatti la frase può esser capiti in questi termini: “non mi piace ciò che sei!”.

Sarebbe opportuno però capire anche le frasi nella mente di lui, che quasi sempre sono del tipo: “Quando mi hai conosciuto ero già così, perché devo cambiare?”

Certo alcuni piccoli passi si possono e si devono fare all’interno di un rapporto, proprio per venire incontro alle esigenze di ognuno, ma credere di cambiare radicalmente le cose è quanto di più sbagliato possa esserci.

 

Non è possibile riuscire a cambiare il partner. Perseverare lo farà solo allontanare

 

Non è possibile riuscire a cambiare un’altra persona, perseverare in tale attività comporta solo l’allontanamento del partner, è ovvio che il carattere di una persona può cambiare, ma solo dietro sua volontà interiore, mai su richiesta.

relationship-fight-facebookPuò anche accadere che siano fatte piccole concessioni, soprattutto all’inizio di un rapporto, ma la base caratteriale resterà sempre la stessa.

Con il tempo quello che accade più di frequente, è arrivare a comprendere che l’altro non potrà mai cambiare, quindi ci si rassegna ad una vita fatta di “pigrizia relazionale”, dove ognuno resta ciò che è.

Questo comportamento è anche rassicurante, perché non ci fa inoltrare nell’ignoto, cioè ci evita di cambiare noi stessi.

Cosa potrebbe accadere se uno dei due partner andasse incontro alle esigenze dell’altro? La coppia ci guadagnerebbe?

E cosa potrebbe perdere?

Immaginiamo un marito che non aiuta mai la moglie a lavare i piatti.

Lei si lamenta regolarmente, e un suo tipico modo per farlo è dire a lui frasi del tipo: “Hai mangiato?No, non ti scomodare, anche questa volta i piatti li lavo io!”

Cosa accadrebbe se il marito si alza e lava i piatti?

Lei non avrebbe niente da rimproverare (a meno che non si inventi qualche altra cosa da rinfacciare) e perderebbe il suo ruolo di onnipotenza in cucina.

Come riuscire a conciliare le famiglia dove i mariti non guadagnano abbastanza?

La risposta è nella suddivisione razionale nei compiti, che nasce per prima cosa dal rispetto e dalla conoscenza reciproca dei due sessi.

Per le donne: un uomo appena rientrato in casa “spegne” il cervello, stacca la spina e si rilassa. È inutile e dannoso richiederne l’aiuto in questi momenti.

Aspettate che si sia riposato, o che abbia letto il giornale, per parlargli.

Per gli uomini: non fate i furbi. Le vostre compagne non fanno le viziate femministe, nella maggior parte dei casi non ce la fanno proprio a mandare avanti la casa.

Hanno bisogno di aiuto, quindi concordate cosa fare, rendetevi utili e aiutate nelle faccende domestiche.

 

 

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La rifrequenza è sempre gratuita – Attestato finale

 

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Perché tanti uomini e tante donne tradiscono il proprio partner?Ed è davvero possibile fare in modo che ciò non accada? Questo libro si propone di indagare le reali cause del tradimento e di porvi rimedio.

Attraverso l’analisi dei meccanismi istintuali, del funzionamento del cervello, della comunicazione tra i sessi, del linguaggio del corpo, gli autori spiegano che cosa guida le nostre scelte in campo sentimentale e perché siamo continuamente portati a compiere azioni che rischiano di minare, anche in maniera irreparabile, il rapporto di coppia.

Leggendo queste pagine, comprenderemo come per gli esseri umani la sessualità non sia una semplice funzione riproduttiva, ma investa pressoché ogni altra attività (dall’economia all’arte, dalla psicologia ai costumi e alle religioni). I nostri stessi corpi si sono modificati nel corso del tempo per accentuare al massimo le differenze tra uomini e donne.

Proprio attraverso la descrizione di ciò che rende diversi o accomuna i due sessi, Il metodo anticorna ci aiuta a ricostruire un equilibrio oggi seriamente compromesso e a ritrovare quell’armonia che nasce dalla conoscenza di se stessi e del proprio partner e da una comunicazione realmente efficace.

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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