I segnali sul piano del contenuto (verbale), si possono comprendere molto meglio in una situazione relazionale positiva, perché possono essere o non essere congruenti, e la congruenza vince sempre.
Ad esempio, quando una persona ci colpisce in modo favorevole, la nostra impressione positiva non si basa mai solo sul contenuto, ma anche sull’uso del paraverbale e non verbale, perfettamente congruenti con le parole dette.

Esistono delle tecniche usate sopratutto dai counselor, le quali, in situazioni aziendali problematiche, consentono di catalizzare l’attenzione delle persone per aiutarle ad esprimere – e in seguito a risolvere – determinati problemi.

Tra queste, Reddy (1987) indica la tecnica della riflessione, che oltre a riflettere ciò che una persona sta dicendo attraverso delle parafrasi e brevi riassunti, riflette anche il tono.

La riflessione implica non il ripetere le parole dell’altro, ma fare il punto della situazione usando frasi del tipo: “Sì, e…”  oppure,   “Sì, perché…     le quali dimostrano che c’è ascolto attivo. Viceversa, una replica che inizia con “Sì, ma…” indica che chi doveva ascoltare in realtà non lo ha fatto.
Altra tecnica indicata da Reddy è il “fare eco”, cioè ripetere di solito l’ultima o le ultime due/tre parole.

Ad esempio, se il nostro interlocutore dice: “credo di essermi allontanato” , noi potremo sempre ripetere l’ultima parola: “…allontanato?”, oppure: “se continua così mi dimetto, l’ho anche scritto al direttore”,  e noi: “…lo hai scritto?”.

Queste frasi consentono all’altro di ampliare quello che ha appena detto.
Altra tecnica che permettere l’insorgenza di un buon rapporto, è quella che alcuni autori hanno chiamato “apri-porta”.
Consiste nel non trasmettere alcun pensiero, giudizio o sentimento personale  all’interlocutore e incoraggiano l’altro a parlare.

Dire ad esempio: “Davvero!”, “Ooh”, “Hmm”, “Interessante”, ecc. esortano l’altro a parlare, a dire di più, spianando la strada ad una comunicazione migliore.

Ovvio che è il “suono” che fa la musica, ogni espressione fatta con il paraverbale non adeguato, oppure con tono ironico, rovinerebbe tutto.

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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2 comments

  1. Romina

    Rispondi

    Grazie per questi preziosi consigli sulla comunicazione.Li trovo utili.Mi piacerebbe leggerne altri.

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