Ora che sai distinguere un disprezzo da un disgusto, andiamo un po più in profondita.

Andiamo a distinguere i vari tipi di sorriso. Forse non sai che ci sono 18 modi per sorridere, ma solo UNO è il sorriso autentico, quello definito Genuino.

Nel video che ti propongo qui sotto, che abbiamo condiviso solo ed esclusivamente con poche persone fino ad oggi, in 15 min il nostro docente dr Meridda ti spiega in modo chiaro come distinguere i vari tipi di sorriso. Una vera perla, che vale la pena vedere.

Spero apprezzerai lo sforzo fatto, un contenuto ad alto valore formativo che diamo qui gratuitamente!

Secondo lo psicologo esperto nelle espressioni facciali Paul Ekman esistono principalmente 18 tipi di sorriso (descritti nel suo libro, “Telling Lies”).

Quali indicatori possiamo usare per valutarne la sincerità: le risate spontanee sono tempestive, brevi, simmetriche, ma soprattutto non coinvolgono solo i muscoli della parte bassa del viso, ma anche quelli intorno agli occhi.

SORRISO FALSO: detto anche “sorriso Pan Am” è il tipico sorriso forzato, di cortesia, meccanico, come quello delle assistenti di volo. Questo tipo di sorriso coinvolge solo i muscoli delle labbra, che vengono ben tirate mostrando i denti, mentre non coinvolge quelli orbicolari.

I finti sorrisi possono essere eseguiti volontariamente, perché i segnali cerebrali che li creano provengono dalla parte cosciente del cervello e spingono i muscoli zigomatici maggiori delle guance a contrarsi. Questi sono i muscoli che tirano gli angoli della bocca verso l’esterno. I sorrisi genuini invece, sono generati dal cervello inconscio e dunque sono automatici.

SORRISO COMPIACIUTO: di solito è un sorriso con le labbra chiuse o solo leggermente aperte e più tirato da una parte, rendendo il viso non completamente asimmetrico, usato per esprimere soddisfazione verso se stessi.

Significa che la persone non prova un vero piacere, quando invece le persone provano piacere, i segnali passano anche attraverso la parte del cervello che elabora le emozioni. Così, come i muscoli della bocca si muovono, i muscoli che sollevano le guance (il oculi orbicularis e il pars orbitalis) si contraggono anch’essi, creando pieghe accanto agli occhi e facendo abbassare leggermente le sopracciglia.

SORRISO DI ASCOLTO O DI INCORAGGIAMENTO: di solito è appena accennato, a bocca chiusa, e si usa per comunicare al proprio interlocutore che si sta ascoltando e seguendo il discorso e per incoraggiarlo ad andare avanti.

SORRISO A BOCCA CHIUSA: è il più usato quando si incontrano delle persone nuove. Può mascherare timidezza, riservatezza, ma anche paura e rabbia.

Se l’unica risata del divertimento vero è quella che tira la bocca e strizza gli occhi, creando segni e rughette, è anche vero che è proprio il sorriso genuino a mantenere giovani.

Duranet un corso dal vivo facciamo tante esercitazioni per riuscire poi a distinguere tra sorrisi genuini e falsi, utilizzando il sistema Facial Action Coding system ( FACS ) di cui abbiamo già parlato nelle lezioni passate.

 

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Test

Sul sito della BBC è stato realizzato un test con la consulenza proprio di Paul Ekman, per mettere alla prova gli spettatori nella loro capacità di riconoscere un’espressione fasulla rispetto ad una genuina.

Volete mettervi alla prova?Qui trovate il test. (spero non lo tolgano a breve)

E’ molto semplice e dura pochi minuti: bisogna osservare 20 piccoli video di persone che sorridono e decidere se il sorriso osservato è genuino o simulato.

Alla fine del test vi viene restituito il risultato .

Ricapitoliamo il tutto

Un sorriso vero ha dei segni distintivi e si manifesta in varie parti del viso:

  1. la bocca può essere aperta o chiusa, con i denti in vista o meno.
  2. Gli angoli della bocca si innalzano spingendo su le gote che a loro volta si rialzano leggermente. Dagli angoli della bocca si levano verso il naso due rughe d’espressione naso-labiali, che formano un trapezio tra naso e bocca.
  3. la parte bassa delle palpebre si arriccia, può essere sollevata ma non appare mai tesa.
  4. Alle estremità degli occhi compaiono delle rughe d’espressione, proverbialmente conosciute come “zampe di gallina” (codice facs AU 6).

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