Le mani dell’uomo e della donna sono molto diverse, questo è dovuto alla diversa evoluzione cui sono andate incontro: gli uomini avevano bisogno, essendo cacciatori, guerrieri, difensori di mani grosse, robuste, forti e vigorose. L’effetto finale sono le attuali mani maschili, la cui stretta è doppia rispetto a quella femminile.

 

Oltre a ciò, la mano di un uomo ha una maggiore vascolarizzazione, quindi è più riscaldata di quella femminile. questo fenomeno si ha anche nei piedi, come tutti gli uomini con una compagna sanno bene.mani

Lo scopo di ciò?

Come prima la funzione. Un uomo doveva stare fuori a lungo, al freddo in molti periodi dell’anno, per cacciare o combattere. Mani e piedi sono fondamentali per questo compito, quindi devono essere grandi, forti e ben riscaldati. Chiunque abbia mai avuto le dita intirizzite dal freddo sa bene quanto diventi inservibile una mano infreddolita. Consideriamo che la nostra evoluzione avvenne in Africa in primo luogo, quindi le gelide temperature europee, della Siberia e dell’Alaska non erano mai raggiunte. Anche in Africa però in certi mesi fa più freddo che in altri, la notte soprattutto, quindi le mani e i piedi maschili si sono evoluti per adattarsi al meglio a questo scopo.

Per contro, la mano femminile ha due doti molto invidiabili:

  1. la flessibilità. Le dita femminili sono più “slegate” di quelle maschili. Questo le rende fragili ma anche più capaci di piegarsi. Ovviamente anche qui il motivo è l’evoluzione, mani sottili e flessibili sono più utili quando si ha a che fare con compiti relativi ai neonati. La seconda funzione si lega a questa;
  2. la precisione. Le mani delle donne sono molto più precise di quelle rozze e robuste dei loro compagni. Questo si lega alla flessibilità per produrre degli strumenti incredibili, capaci di compiti molto particolari, come ricamare e modellare. Si intuisce che non si sono evolute per questo, dato che quando iniziarono a formarsi non esistevano tali funzioni. Lo scopo è invece quello di scegliere con cura i cibi da raccogliere e, di nuovo, occuparsi dei neonati.

Per diversi millenni le donne erano le responsabili di ogni funzione “artistica”, come decorare, infilare collane, dettagli nelle pitture, nella scultura e più di tutto nella ceramica. Fino all’invenzione del tornio erano solo e sempre le donne a fare i vasi, perché le mani maschili erano troppo grossolane per questo compito.

Si è provato in un esperimento che una donna pianista supererebbe senza problemi un uomo se lo strumento è proporzionato alle dita femminili e non maschili. I pianisti continuano ad essere in maggioranza uomini solo per questo, non per doti artistiche migliori. Perché allora non si fanno pianoforti adatti alle donne? Mistero. Forse perché gli uomini ne resterebbero umiliati.

 

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Queste doti e capacità, un tempo ritenute preziosissime e sacre sono poi finite per diventare un peso per le sfortunate signore, relegate a compiti di secondo piano. Infatti è andata proprio così: quando un uomo invidiava le capacità femminili maggiori inventava uno strumento per sottrargli questa dote, come appunto il tornio. Se invece tale dote era di tipo maschile, come avere una stretta vigorosa, peggio per le donne che non l’avevano, e non si è per molto tempo fatto nulla a riguardo. Di conseguenza, gli unici compiti in cui le donne hanno potuto esprimere la loro superiorità manipolatoria sono stati relegati a “compiti femminili”, per lo più inutili o al massimo “piacevoli” ma mai necessari: uncinetto, decorazioni, suonare l’arpa.

Spieghiamo ora un’altra differenza tra le mani di uomini e donne: nel 45% delle donne (e solo in pochissimi uomini) l’indice è più lungo dell’anulare. Questo ha uno scopo evolutivo alquanto trascurabile, ma una funzione sociale sviluppatissima.

 

L’anulare risulta il dito più debole in assoluto.

Basta fare una semplice prova: chiudendo le mani a pugno e poi provando a sollevarle una per volta, si noterà che l’unico a dare “problemi” nel raddrizzarsi è proprio lui. Questo gli ha conferito un occhio di riguardo e nella magia è sempre stato il dito più importante in quanto quello più “puro”.

Ciò è dovuto in buona sostanza alla sua già descritta debolezza, che lo porta ad essere il meno usato, singolarmente, tra tutte le dita. Ora, ecco cosa escogitarono alcune migliaia di anni fa gli uomini.

Le donne sono da sempre più deboli, in quanto a muscolatura esplosiva, rispetto agli uomini.

Per sottolineare ancora di più questa debolezza, e la sottomissione che la donna doveva al marito, si “incatenò” il dito, tramite un anello che poi, romanticamente, prese il nome di “fede” e che era destinato solo alle donne. Insomma, era un simbolo per indicare “sei mia” o, di fronte agli altri, “sono già di qualcuno”. Non era uno scambio alla pari, manco per niente. Dopo alcuni millenni la fede si è “ampliata” al marito, a indicare che il giuramento tra uomini e donne era pari.

 

Un altro dito molto importante, specie nelle funzioni differenti di genere, è il mignolo. Dito più preciso, spesso lasciato fuori dai compiti più importanti, ha da sempre costituito un simbolo molto forte. Anche oggi in Giappone un mignolo alzato usato da un uomo indica una donna. Sempre al mignolo giapponese è legata la tradizione del “filo del destino” e quando si commette una scorrettezza, presso la yakuza, viene tagliato.

promessa-mignoloIl suo potere è tanto grande che ancora oggi si fa il giuramento con questo dito in quasi tutto il mondo.

 

Il motivo per cui parliamo del mignolo però è un altro: durante il XIX secolo le dame europee iniziarono a bere tè e caffè sollevando in modo provocatorio il mignolo. Questo voleva dire “sono una donna ma sono forte e indipendente!”. Si trattava di un simbolo, dovuto al fatto che il mignolo non era “necessario” per tenere il manico della tazzina e quindi poteva essere ostentato con orgoglio. Paradossalmente il gesto ha finito, con il tempo, a indicare l’esatto contrario, e da donna forte, femminista e ribelle è diventato un gesto consigliato dal galateo per sottolineare femminilità.

 

Questi sono esempi per indicare la differenza tra i gesti innati e quelli acquisiti. Mentre quelli innati sono universali e il loro significato è certo (come sorridere) per quelli acquisiti le cose non solo non sono così semplici ma al contrario spesso nascondono la verità, e si intendono in modo molto diverso rispetto alla loro vera origine.

mignolo-tc3a8Un ultimo punto riguardano gli anelli.

La loro forgiatura è antichissima, sono stati ritrovati anelli risalenti a 6000 anni fa, ma si suppone che i primi risalissero a molto tempo prima. Il loro primo compito era solo di tipo decorativo, ed erano i più apprezzati tra i gioielli.

Questo perché, in tempi antichi, gli specchi erano rari, difficili da ottenere e non troppo precisi, quindi una donna aveva pochissime occasioni di rimirarsi.

Poteva però in qualsiasi momento osservarsi compiaciuta le mani. In epoche più recenti la magia ne prese il possesso, e ogni anello acquistò un interesse particolare in base al dito che occupava.

L’ultima differenza su cui ci soffermiamo sono le unghie.

Pochissimi uomini usano avere le unghie lunghe, questo per ovvi motivi: più le unghie sono lunghe, più le mani diventano inutili.

Tra le donne invece questo dettaglio fisico ha da molto tempo riscosso successo. Le unghie femminili sono diverse da quelle maschili. La lunetta – ricordo atavico degli artigli dei nostri progenitori più antichi – è in genere più definita nelle dita femminili, facendo risaltare di più l’unghia stessa e attirando quindi lo sguardo maschile.

L’attenzione degli uomini, come sempre, non andò sprecata, e in diverse epoche e culture le donne usavano e tutt’ora molte hanno l’uso di decorare, pitturare, abbellire le unghie. Questo porta in alcuni casi a ostacolare l’uso delle mani, motivo per cui in Europa soprattutto si sono inventate nel secolo scorso le unghie finte.

Viste con sommo orrore e simbolo di falsità negli Stati Uniti (per loro indicano la donna volgare in genere) sono invece molto diffuse ed apprezzate dalle nostre parti. La loro comodità è indubbia, e proprio per questo per gli americani sono un orpello inutile. Ogni cultura ha i suoi gusti.

 

Per approfondire

D. Morris “L’animale donna”
D. Morris “The human sexes”
w. Sorrell “The story of the human hand”
A. Ward “The ring from the antiquity to the tweintieth century”


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Antonio Meridda

laureato in scienze naturali, specializzato in etologia. Interessato al comportamento e alle relazioni degli animali di gruppo, ha applicato agli esseri umani le teorie scientifiche.

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