La tecnica del disegno  di cui abbiamo già parlato è fenomenale per scoprire la verità, ma non è certo l’unico metodo.
Inoltre ha il difetto di necessitare di alcuni – comunque semplici – materiali, come fogli, matite, penne e una certa memoria visiva da parte del disegnatore.

Sono cose banali, ma potrebbero essere difficili da mettere in atto in certi casi.
Mettiamo ad esempio che non dobbiamo scoprire se e dove si è svolta la situazione dubbia, ma come. Magari il bugiardo non mente su dove è stato ma su cosa ha fatto.

Se la persona si avvale di un testimone, un amico, un collega o un semplice passante, svelare l’inganno è estremamente semplice. Infatti, anche se è molto facile per noi esseri umani mentire ai propri simili, è molto difficile per non dire impossibile coordinare due persone a dire la stessa cosa.
Racconteremo un fatto che rende evidente tutto questo, relativo a una storiella vera.

4 studenti dovevano recarsi ad un esame, ma per vari motivi decidono di arrivare più tardi e usare il tempo per ripassare ed escogitare dei metodi per passare.
Poi, vanno all’appuntamento dicendo al professore che purtroppo recandosi all’università hanno bucato una gomma, la macchina ha sbandato ma per fortuna nessuno si è fatto male.

Hanno provato a cambiare la gomma ma è stato più difficile del previsto in quanto l’auto era finita in una zona fangosa e quindi hanno fatto tardi.
Per rendere credibile il tutto si erano sporcati di terra mani e abiti e arruffato i capelli.

Il professore, senza scomporsi, gli disse:
“certo, capisco e quindi non vi preoccupate, potete recuperare l’esame senza problemi, sono cose che capitano”. I 4 erano raggianti per essere riusciti a ingannare il vecchio prof, quando questi, a tradimento aggiunse:
“prima di andare a sedervi, potete dirmi tutti e 4 insieme, QUALE gomma avete bucato?”

Nessuno si era preparato la risposta, e questo fece crollare miseramente l’intera bugia.

Questo accade perché è molto semplice, ripetiamo, organizzarsi una balla, ma molto difficile avere una risposta pronta in caso di invenzione.

Vediamo come si svolge il doppio interrogatorio.
Prima di tutto è necessario appurare che le due persone concordano sull’evento principale, come ad esempio “siamo andati tutti e due al cinema a vedere Balla coi Lupi e quindi abbiamo fatto tardi”.

ballacoilupi201aLe domande che si saranno quasi di sicuro preparati a rispondere saranno probabilmente:

– a che ora siete arrivati?
– a che ora siete andati via?
– avete una copia del biglietto?
– chi altro c’era con voi?
Invece è difficile che abbiano concordato qualcosa del tipo:
– com’era vestita la persona prima di voi in fila?
– quante persone erano in fila davanti a voi quando siete arrivati?
– qual è la prima pubblicità che hanno trasmesso prima del film?
– chi era seduto davanti a voi mangiava popcorn?

Si procede quindi facendo entrare insieme i due presunti bugiardi e facendo la domanda a entrambi contemporaneamente.

Cosa accadrebbe se entrambi sono effettivamente andati al cinema?
Non è pensabile che abbiano una risposta pronta su tutto, quindi la loro risposta concordata non sarà immediata, eccetto che sul titolo del film e poche altre cose.

Invece è logico aspettarsi che uno dica ad esempio “mi pare che ci fossero molte persone in fila” e l’altro aggiunga “no, secondo me erano non più di 5-6 persone”.

O alla domanda del popcorn possano dire “sì, faceva un baccano terribile, sempre a mangiare!” e l’altro dica “soprattutto durante il momento più emozionante del film, con questo tipo che sgranocchiava manco avesse 4 bocche!” e così via.

Ovvero: le due versioni si INTEGRANO e si COMPLETANO a vicenda.

download (3)Ci sono naturalmente dettagli discordanti e punti in comune, ma in ogni caso si nota una sorta di collaborazione, dovuta al fatto che la memoria funziona secondo canoni precisi, uno dei quali è il fenomeno della rievocazione.

Ovvero, se si chiede a qualcuno “dov’eri due settimane fa a mezzogiorno?” è facile che non lo ricordi. Ma se gli si mostra una foto di quell’episodio, che lo ritrae magari in un certo bar con un amico, riaffioreranno i dettagli relativi.

Per questo rivedere vecchie foto rievoca dei ricordi “messi da parte”.

Ora, i due interrogati, se sono sinceri, proveranno qualcosa del genere, quindi uno integrerà la memoria dell’altro con dettagli, anche di poco conto ma importanti per la persona, tipo “quello a fianco a me aveva una giacca blu” che magari l’altro non ha notato.

Cosa accade ai due mentitori?
La prima cosa è che si noterà una differenza sostanziale tra risposte preparate e non.
Quelle preparate saranno fin troppo precise, con dettagli studiati ed espresse senza esitazione, mentre le altre impreviste richiederanno tempi lunghissimi.

Per effetto del senso di colpa automatico che si ha quando si mente volontariamente, tenderanno ad evitare lo sguardo uno dell’altro, e a emozionarsi troppo quando uno dei due contraddirà l’altro.

La tensione sarà decisamente diversa e saranno quasi certamente osservabili i segnali del corpo “traditori” come l’arrossire, il sudare, il prurito e tutti i meccanismi di aumento dell’emotività.

imagesAttenzione: è probabile che chiunque, sotto interrogatorio, tenda ad emozionarsi, e questo è normale.

Ma quello che risulta da queste prove è che i sinceri più procedono più tendono a calmarsi, il loro stato mentale non si altera se non provocato di proposito, mentre i bugiardi tendono ad agitarsi sempre di più.

Inoltre, i punti in contraddizione di chi mente sono molto alti e in alcuni casi, paradossalmente del tutto assenti.

Capita ad esempio se prima di iniziare si mettono d’accordo per confermare sempre quello che dice l’altro senza interferire.
Peccato che questo modo di agire sia del tutto assurdo in una normale conversazione perché in nessun caso due persone vedono le cose esattamente nello stesso modo.

Potete fare una prova semplice.
Prendete 2 coppie di amici, a una dite di prepararsi le risposte e agli altri di andare davvero in un ristorante, senza sapere quale fa uno e quale no.

Poi interrogateli sul pranzo, facendo domande inaspettate tipo “com’era vestito il cameriere?”, “i bagni erano puliti?”, “dove avete parcheggiato?”. La verità sarà subito evidente!


 

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Antonio Meridda

laureato in scienze naturali, specializzato in etologia. Interessato al comportamento e alle relazioni degli animali di gruppo, ha applicato agli esseri umani le teorie scientifiche.

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