Nella vita di tutti noi sono esistiti e continueranno ad esistere momenti “particolari”, sono i momenti in cui decidiamo cosa fare.
Riguardano ogni cosa, dalla più semplice come: quali vestiti indosserò oggi?
Cosa decido di mangiare oggi?

Alla più o meno complessa: Cambiare città, cambiare lavoro, ecc.

Tutti noi decidiamo continuamente, ogni giorno, a volte senza neanche accorgerci di come e quando lo facciamo.

Non esistono persone che non decidono, magari esistono persone che decidono con difficoltà, ma non è possibile non decidere, cosi come non è possibile non avere dei cambiamenti nel corso della nostra vita.

 

Prendere una decisione è a volte sinonimo di “paura del cambiamento”, ma anche se non intraprendiamo nessuna azione, alla fine, comunque cambieremo, volenti o no.

 

Comunque sia le cellule del nostro corpo sono in continua evoluzione, ogni tre mesi circa tutte loro subiranno un radicale cambiamento, anche se ci sottoponessimo a continui lifting e cure di bellezza, comunque sia, invecchieremo, non è possibile quindi non cambiare.

 

Il cambiamento è una componente essenziale della nostra vita, avviene spontaneamente, il miglioramento no, quello dipende da noi.

 

A volte siamo schiavi delle nostre abitudini e spesso neanche ce ne rendiamo conto, diventano un vero e proprio circolo vizioso; personalmente trovo conferma di queste abitudini ogni giorno presso la mia palestra, dove naturalmente prima e dopo ogni lezione ogni partecipante usa gli spogliatoi.

 

La cosa interessante è che ognuno di loro usa sempre lo stesso armadietto, dopo qualche mese ogni armadietto sembra avere un “proprietario” e all’arrivo di qualche nuovo iscritto trovo sempre qualcuno visibilmente seccato quando trova il “suo” armadietto occupato da qualcun altro.

 

L’uso continuo dello stesso armadietto ha permesso l’instaurarsi di una abitudine.

 

Certo uscire fuori dalle nostre abitudini ci sottopone a stress, uscire dalla nostra cosiddetta “zona di comfort” ci può far sembrare la vita più “difficile da controllare” e il controllo delle cose ci dà sicurezza, ma se ci pensiamo bene, tutte le volte che abbiamo imparato cose nuove, tutte le volte che abbiamo fatto cose straordinarie, le volte che abbiamo agito e portato risultati concreti nella nostra vita, sono le volte in cui abbiamo deciso di uscire dalla nostra zona di comfort!

 

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Le decisioni determinano il destino

 

Pensiamo per un attimo a dove eravamo cinque anni fa, cosa pensavamo, cosa abbiamo realizzato, quali decisioni abbiamo preso in quel periodo; qualunque cosa abbiamo fatto ci ha portato inevitabilmente a quello che siamo oggi.

Noi siamo il frutto delle decisioni che abbiamo preso in passato, e se questo è vero, è bene guardare con attenzione a dove siamo oggi.

Abbiamo raggiunto quello che desideravamo o siamo ancora in viaggio?

Ci siamo posti degli obiettivi?

Li abbiamo raggiunti con soddisfazione?

Non è possibile non decidere, se non prendiamo decisioni sicuramente ci sarà qualcuno che le prenderà per noi, come ho sentito dire un giorno ad A. Robbins:

 

 

Facciamo un esempio pratico: non capita mai che un marinaio si metta per mare senza sapere dove stia   andando, ogni buon marinaio conosce la rotta che deve seguire altrimenti non si metterebbe per mare.

Allo stesso modo possiamo dire che, se le persone viaggiano nel mare della vita senza avere una rotta e senza sapere con precisione dove stanno andando, è possibile che si lascino guidare dalle correnti.

Cosa potrebbe capitare a queste persone dopo un po’ di tempo?
Sicuramente saranno arrivate da qualche parte, ma molto probabilmente non è il posto che intendevano raggiungere.

Siamo noi il frutto delle nostre decisioni, e se vogliamo essere dove vorremo essere tra qualche tempo, è bene iniziare a prendere da subito le decisioni opportune, strutturando un piano d’azione, perché non possiamo pensare di raggiungere un determinato obiettivo, affidandoci al caso, alla fortuna o credendo (meglio dire “sperando”) nell’aiuto di altre persone.

 

Faccio un esempio pratico: a chi non è mai capitato di uscire e fare shopping senza avere in mente con precisione cosa acquistare?

 

Conosco varie ragazze che adorano andare nei centri commerciali, a volte prima di uscire dicono “Esco a fare shopping”; cosa vogliono comprare non lo saprà mai nessuno (a volte neanche loro), ma escono e di sicuro qualcosa comprano.

 

Se disgraziatamente entrano in negozi dove lavorano venditori particolarmente bravi, capita che tornano a casa con vari acquisti, che dopo breve tempo o smettono di usare, oppure guardandoli dicono: “Ma perché mai ho comprato una cosa del genere?”.

 

Chiaramente non hanno “deciso” loro l’acquisto, ma hanno permesso che qualcuno scegliesse per loro, magari solo per soddisfare inconsciamente bisogni di vario tipo: sicurezza, varietà, desiderio di esser coccolate, ecc.

 

Diversa cosa è uscire e sapere cosa comprare e a quale prezzo: significa porsi un obiettivo.

 

L’essere proattivi o reattivi nel modo in cui affrontiamo gli eventi della vita diventa ciò che contraddistingue coloro che sono artefici del proprio destino, da coloro che preferiscono lasciarlo nelle mani di altri o si rimettono al fato.

 

La maggior parte delle persone è ancora convinta che la spontaneità e il modo di essere siano valori da difendere a tutti i costi, sono d’uso comune frasi come «Io sono fatto così, non posso farci niente, sono come sono».

 

Tali frasi sono un’assoluta certezza per la maggioranza delle persone.

A volte non prendiamo decisioni per via di immotivate paure, passiamo la vita con il timore che qualcosa possa andare storto o che i nostri sogni non si realizzano. Ma cosa accadrebbe se smettessimo di avere paura?

 

lonely-814631__180Pensiamoci un attimo: delle nostre preoccupazioni, quante in realtà si avverano?

Vivere il “qui ed ora” non vuol dire ignorare le nostre emozioni o i nostri sentimenti, significa solo non alimentare quei costrutti mentali che ci creano sofferenza.

La nostra mente non distingue tra “realtà” ed un evento “vividamente immaginato”: rischiamo perciò solo di soffrire tutte le volte come se fosse la prima volta, con lo stesso grado di intensità ed è una cosa ben nota a quelle persone che vivono di rimpianti a causa di determinate occasioni mancate.

 

Norman V. Peal disse che le decisioni possono essere allenate come un normale muscolo, il “muscolo” delle decisioni quindi è bene allenarlo tutti i giorni e più decisioni intraprenderemo consciamente durante il giorno, tanto più ci renderemo conto che decidere non è cosi male, anzi, possiamo anche divertirci nel farlo, ma cosa fondamentale, non ci spaventerà più di tanto il fatto di avere una decisione importante da prendere, perché saremo diventati persone abituate a decidere, a prendere delle iniziative.

 

E se abbiamo paura di decidere?

 

Spesso ci ritroviamo a pensare che i nostri valori e le nostre convinzioni debbano in qualche modo essere stabili se vogliamo essere a nostra volta delle persone “solide” e il ritrovarsi improvvisamente su un terreno instabile può farci insorgere ansia.

 

Abbiamo quindi paura dell’ignoto, paura di cambiare.
Ma il cambiamento è inevitabile in ognuno di noi.

Quello che può accadere quando si prende in considerazione l’idea di cambiare è che ci troviamo di fronte ad atteggiamenti mentali o opinioni radicate che indeboliscono la motivazione, ma raramente queste opinioni risultano valide.

Sono molte le frasi che sottendono questa paura del cambiamento, una frase che si usa dire spesso è: “Mio marito/moglie è incapace di cambiare”.

E’ ovviamente una frase limitante, perché tutti cambiamo, continuamente.
Non esistono persone incapaci di cambiare.

 

“La bontà è più facile da riconoscere che da definire.” “Se vuoi cambiare il tuo destino, cambia il tuo atteggiamento.” 
(Amy Tan) 

 

La difficoltà nel prendere una decisione è a volte sinonimo di “paura del cambiamento”, ma anche se non intraprendiamo nessuna azione, alla fine cambieremo, volenti o no.

Comunque sia, le cellule del nostro corpo sono in continua evoluzione: ogni tre mesi circa tutte loro subiscono un radicale cambiamento.

Anche se ci sottoponessimo a continui lifting e cure di bellezza, invecchieremo, non è possibile quindi non cambiare.

Il cambiamento è una componente essenziale della nostra vita ( Pandiscia , 2011) non possiamo però dire la stessa cosa del miglioramento, perchè questo dipende da noi.

 

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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commenti

4 comments

  1. Rispondi

    Ad ogni passo della nostra vita, ognuno di noi può esercitare questa libertà, decidendo la direzione in cui andare e assumendosi la responsabilità delle sue scelte, giuste o sbagliate che siano. Non possiamo addebitare ad altri le conseguenze delle nostre scelte. Adamo provò a farlo, dicendo a Dio che era tutta colpa della “donna che Tu mi hai messa accanto. È lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato” (Gen. 3:12). Anche la donna provò a farlo, dicendo: “Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato” (Gen. 3:13), ma non servì a nulla, perché entrambi avrebbero potuto fare una scelta diversa. Il tentativo di scaricare il barile sugli altri non serve a nulla quando si tratta delle nostre decisioni.

     
  2. Rispondi

    Se volessimo rispondere alla domanda “Come influiscono le credenze sulla nostra vita?” dovremmo necessariamente usare degli assoluti: sempre, in maniera determinante e con grande precisione!!! Maledette, sono infallibili!

     
  3. Danijela Babic

    Rispondi

    I famosi bivi… La nostra vita è tessuta da un continuo intrecciarsi di scelte nei bivi, piccoli o grandi, che creano un miscuglio di prevedibilità e imprevedibilità. E quelli che “non scelgono”, compiono le scelte peggiori. Non scegliere è una scelta precisa.

     
  4. Rispondi

    È ormai assodato che la qualità della nostra vita dipende dalla qualità dei nostri pensieri, perché a seconda di come pensiamo, attiriamo o allontaniamo il successo in ogni ambito della nostra vita. Ciò in quanto i pensieri si trasformano in azioni ed in comportamento e alla fine in nuove abitudini. Dunque, c’è poco da obiettare: avere pensieri negativi è una pessima abitudine!

     

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