In ogni coppia una diagnosi di sterilità provoca profonde trasformazioni, spesso determina anche uno squilibrio sia nella persona sia nella stessa relazione. La fecondità oggi, come secoli fa, è considerata ancora come un “dono”, la sterilità invece, una sorta di maledizione destinata a mutare la vita coniugale. Nel passato la sterilità nella donna, dovuta per lo più a scompensi ormonali, ha costituito il motivo per il ripudio. Solo in tempi più recenti in circa la metà dei casi di infecondità, si è accertata anche l’origine maschile. In molti casi addirittura, la problematica può interessare contemporaneamente entrambi i partner. Molte culture permettono l’adulterio quando uno dei coniugi è incapace di avere figli.

Gli Eschimesi insistono che le loro mogli prendano un amante se restano per molti anni senza figli.
In Turchia e in altre società, la poligamia viene praticata a risultato della sterilità della moglie.
Usanza simile era diffusa anche fra gli antichi Ebrei, le cui mogli sterili assegnavano le loro serve come concubine ai loro mariti.

Negli ultimi tempi si è affermata la tendenza sociale ad attribuire maggiore considerazione all’efficienza sessuale e alla capacità di dare e provare piacere, più che alle capacità generative.

Ma le possibili cause di infertilità sono numerose, gli accertamenti clinici si estendono a largo spettro in tutte le direzioni, dopo aver opportunamente valutato la frequenza, i tempi dei rapporti e la presenza di difficoltà sessuali.

Tra queste, l’impotenza interessa ogni alterazione riscontrabile nella risposta sessuale e che assume rilevanza per la costituzione dell’essere uomo o donna.

Certamente, oltre le indagini specifiche per entrambi: nel  maschio (spermiogramma, esame degli organi genitali, test per individuare germi patogeni, esami del sangue, ecc), e per la femmina (monitoraggio dell’ovulazione, visita ginecologica, esami del sangue diretti al dosaggio degli ormoni, laparoscopia, isterosalpingografia, tampone vaginale , ecc,), vengono appurate anche altre variabili.

Infatti non sono trascurabili i fattori comportamentali, emozionali e psicologici.

La diagnosi di sterilità provoca sempre forti emozioni, dalla sorpresa al rifiuto, passando attraverso la rabbia o la delusione, comportando anche ansia, vergogna e isolamento. In tali circostanze emerge un senso di inadeguatezza, amarezza, che si riversano inevitabilmente nella vita sessuale.

L’uomo spesso vive questa situazione con sentimenti di inferiorità e inadeguatezza,  nella donna invece nascono sentimenti di angoscia e carenza di desiderio sessuale.

In questo scenario non è infrequente trovare comportamenti reattivi specifici, ad esempio, soprattutto gli uomini, cercano di compensare questo deficit comportandosi come dei casanova,  tuffandosi in sempre nuove conquiste femminili, proprio per compensare la loro inadeguatezza a procreare.

Interessante invece il comportamento reattivo delle donne, le quali sublimano questo deficit nel volontariato o nell’assistenza,  che altro non sono che surrogati della maternità impossibile.

La sterilità tende ad aumentare, se già presente nella coppia, il divario tra i partner, oppure può accadere il contrario: la stessa  delusione, può generare più intimità all’interno della coppia.

In questi casi il tradimento è qualcosa di molto delicato. Ogniqualvolta si tocca il tema dell’infedeltà i sentimenti ad esso associati sono sentimenti di rabbia, di colpa, di delusione, di disillusione, di fallimento, di perdita, mescolati in vario modo a seconda del ruolo avuto nel tradimento

 

I rapporti sono in ogni caso soggetti a modifica. Se per alcune coppie l’infertilità fisica si può trasformare in fecondità psichica, attraverso il meccanismo di difesa che in psicoanalisi prende il nome di sublimazione, per altre inizia a ricercare soluzioni sempre più gravose (ricerche ed esami specialistici, consulto di medici, fecondazione artificiale, inseminazione, sperimentazione di innovative tecniche riproduttive…). In alcuni casi, la situazione emotiva di continua tensione e frustrazione può concludersi  o con il tradimento (effettuato molto spesso come valvola di sfogo per i problemi accumulati o anche per dimostrare che si è ancora in grado di avere “potenza” sessuale) o  con la decisione di separazione.

In altri casi, se la coppia è ancora giovane, cerca di intraprendere il percorso dell’adozione.

Per approfondimenti: Il metodo anticorna – edizioni Anteprima

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