Il mondo della formazione, grazie anche ai social, sta cambiando profondamente giorno dopo giorno. Quel che fa notizia è sempre quello che viene esagerato, amplificato, ri-condiviso e che genera traffico, click e numero esagerato di iscrizioni dai corsi in cucina, a quelli sulla PNL fino a raggiungere i settori della  spiritualità e vendita.

La leva della riprova sociale, di cui tanto ha parlato qualche anno fa Robert Cialdini è una delle più utilizzate. Si basa sostanzialmente sul principio di imitare gli altri quando in una situazione non sappiamo assolutamente come comportarci.

Come funziona la leva della riprova sociale?

Semplice, per fare qualche esempio possiamo dire che la riprova sociale è alla base del nostro spesacomportamento quando iniziamo a ridere ad una battuta non tanto divertente, solo perché tutti intorno ridono o acquistare un preciso prodotto perché è quello più acquistato dalla media delle persone.

 

La moda di avere grandi numeri

 

Sono tante le aziende che sfruttano la riprova sociale per indurre la persona a compiere un particolare acquisto.
Se troviamo persone particolarmente indecise in un acquisto, basta dimostrare che tutti (o molti) prima di lui lo hanno acquistato e adesso ne sono pienamente soddisfatti.
Una persona che non sa cosa fare, si lascerà facilmente convincere.

Esistono situazioni però, in cui bisogna riflettere prima di gettarsi impulsivamente sull’acquisto, prendere informazioni, cercare di scavare un pò più a fondo, cosa che invece non si fa. Un esempio di ciò dovrebbe essere alla base della scelta della propria formazione.

In questo post parliamo della tecnica della riprova sociale, perchè dopo aver trascorso un po di tempo con alcuni partecipanti ai nostri corsi, a parlare del mondo della formazione in Italia, abbiamo trovato che l’ignoranza su alcuni argomenti può provocare danni economici e perdite di tempo colossali a chi è in cerca di un miglioramento personale o un aumento di conoscenze tramite opportuni percorsi formativi.

 

Perché un corso sul linguaggio del corpo deve raggiungere un massimo di 15 persone?

 

Abbiamo terminato solo due mesi fa il nostro ultimo corso sul linguaggio del corpo e microespressioni facciali, ancora una volta abbiamo ricevuto la conferma che il numero minimo di partecipanti ad un corso di questo tipo DEVE necessariamente essere inferiore o uguale a 15 persone.

Sarebbe bello, sarebbe magnifico per gli ideatori e promotori dell’evento ricevere 500 o 1000 persone, magari alleggerendo di poco il prezzo di iscrizione, ma non ci sarebbero più vantaggi, di nessun tipo, per i partecipanti.

Quante volte abbiamo ascoltato grandi personaggi di PNL o altre materie affascinanti in grandi eventi o simposi? Se devo riportare cosa ho imparato in quei giorni posso dire tranquillamente: “nulla di quanto non sapevo già”. E’ stato bello conoscere dal vivo alcune persone, ma nulla di più.

Linguaggio del corpo

Un corso come il nostro si basa su molte esercitazione pratiche sulle micro-espressioni, su esercizi di prossemica, esercizi sui segnali di gradimento e rifiuto da fare in aula uno per uno, in un setting controllato da docenti preparati che ti seguono di persona nell’esercizio.

Se si supera il numero di 15 partecipanti, si hanno davanti solo tre soluzioni:
– fare esercitazioni di gruppo e quindi non seguire più tutti personalmente
– fare esercitazioni solo con un campione ristretto di persone
– seguire tutti i partecipanti, con la consapevolezza di non portare a termine il programma

Ovvio che nasce a questo punto la domanda: “fate venire più trainer, o assistenti, cosi da suddividere la classe in gruppi più piccoli”.

La risposta è ancora più semplice. Un assistente (perchè alla fine di questo si tratta), non ha le stesse qualità del trainer, le persone poi si iscrivono ad un programma di formazione perchè hanno letto un particolare libro di “quell’autore” e non del suo assistente.

Poi ci sono difficoltà tecniche, ad esempio nel nostro caso, non è facile trovare persone con: Certificato facs, mett (Paul Ekman group), mix, sub e D3 (presso Humintell) con laurea (no triennale) in psicologia o etologia, e avere certificazione master trainer pnl.

Persone cosi non si trovano tutti i giorni e la qualità vogliamo rispettarla, quindi non ci sentiamo di mettere inesperti con poca formazione in merito, a controllare i processi. Piuttosto preferiamo fare corsi del genere con più frequenza, cioè ogni 2 o 3 mesi, come si può vedere nel nostro calendario eventi.

In tutto questo c’è qualcosa di positivo, infatti se l’azienda che produce formazione per centinaia di persone segue una buona linea di marketing, prima o poi farà uscire un DVD su quel determinato evento o seminario, cosi da fare qualche guadagno extra.

Personalmente, alla prossima occasione che mi capita di partecipare ad un evento con più di 500 persone rispondo: “preferisco vedermi il video”.
E tu cosa preferisci?

Resta connesso con noi, in questi giorni abbiamo inviato molto materiale gratuito a tutti i nostri iscritti, ebook, video e altro ancora.
Non perderti il prossimo materiale, iscriviti alla nostra newsletter
==> Iscriviti alla newsletter <===

 

Alla prossima. Stay Tuned!

Fabio

Follow me

Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
Follow me
 

Commenti dai social

commenti

3 comments

  1. Chiara

    Rispondi

    Vero… verissimo, l’ultimo seminario che ho seguito era di 150 persone, mi sono sentita esclusa. Non è stato neanche piacevole

     

Rispondi

Contact Person WhatsApp us