Uno studio condotto da un gruppo di studiosi del Regno Unito ha messo in evidenza che le donne, soprattutto se sotto pressione, reagiscono meglio degli uomini a gestire più impegni contemporaneamente.

Il gentil sesso, in altre parole, è geneticamente predisposto al multitasking. Questo studio ha trovato riscontro scientifico anche in un altro studio di recente pubblicazione, realizzato dalla Higher School of Economics di Mosca e condotto dalla professoressa Svetlana Kuptsovaof, del Laboratorio di neurolinguistica presso lo stesso istituto.

Il punto centrale della ricerca evidenzia come il cervello maschile si sia evoluto in un senso diverso rispetto a quello femminile, privilegiando cioè le parti di materia cerebrale dedite alla valutazione dello spazio; in questo risiederebbe il retaggio del passato da cacciatore e raccoglitore dell’uomo primitivo.

Per contro, il cervello delle donne si è sviluppato secondo quelli che erano i compiti tipici delle figure femminili della preistoria, ovvero accudire i figli, governare la casa, svolgere mansioni domestiche.

Quindi si potrebbe sentitizzare che se gli uomini non sono multitasking rispetto alle donne, il motivo è nella “preistoria”.

 

La ricerca della Kuptsovaof

Attraverso le scansioni di 140 cervelli, appartenenti a persone comprese tra i 20 e i 65 anni, si è visto come la parte frontale nei cervelli dei maschi fosse più attiva che nelle donne, oltre a riscontrare una certa attività cerebrale in altre sezioni (che, nel caso delle donne, neanche si attivavano).

Così la professoressa Kuptsovaof ha commentato i risultati dello studio: «Questi dati ci dicono che per le donne potrebbe essere più facile, rispetto agli individui di sesso maschile, spostare l’attenzione da un’attività all’altra e che il loro cervello non ha bisogno di chiamare in causa risorse “extra” per far ciò, cosa che invece non accade negli uomini. Questo potrebbe fare la differenza in circostanze particolarmente stressanti o in situazioni critiche, le quali richiedono continui spostamenti di attenzione da un compito all’altro».

In altre parole, ha spiegato la coordinatrice della ricerca, per i maschi l’essere multitasking può comportare uno sforzo maggiore, in quanto gli uomini preistorici uscivano a cacciare e necessitavano di un senso dello spazio più affinato, a differenza delle donne che, impegnate a condurre la casa e a badare ai figli, si predisponevano allo sviluppo della capacità di fare – e controllare – diverse cose nello stesso momento.

 

Altre differenze sostanziali

Un uomo ha percentuali di grasso molto più piccole di quelle femminili, e sono concentrate quasi tutte intorno alla fascia addominale.
Questo conferisce maggior stabilità e quindi, un uomo grasso, è molto più forte di uno magro – pensate a un lottatore di sumo e capite cosa intendiamo.

Le donne hanno molto più tessuto adiposo, quindi grasso, nel corpo.

Fino a un terzo del peso di una donna è dato dal grasso, contro il 15% circa di un uomo. Il testosterone infatti brucia in fretta il grasso convertendolo in energia e muscoli.

Nella donna è diffuso per conferire al corpo una forma sinuosa e prosperosa (le curve) che hanno la funzione di attirare gli uomini, per prima cosa.

Il corpo maschile quindi è predisposto per la lotta e il combattimento, e il suo cervello è monotematico: può elaborare un solo pensiero alla volta.

Questo conferisce una maggior concentrazione rispetto a una donna, ma anche il fatto di poter svolgere solo un compito per volta.

Uno sforzo fisico consente di poter ignorare il dolore fino al raggiungimento di uno scopo.

Un uomo riesce a combattere con un braccio rotto, se deve salvarsi la vita, e non perché stringe di più i denti – anzi, è dimostrato che sono molto più sensibili al dolore e più incapaci a sopportarlo – ma perché il suo cervello riesce a ignorarlo poiché c’è qualcosa di più importante: salvarsi.

La stessa cosa si ottiene nello sport, dove un uomo riesce a reggere ritmi di fatica pesantissimi, durante una gara, mentre crolla appena questa finisce.

Le donne viceversa possono occuparsi di più cose contemporaneamente. Mentre cucinano riescono a organizzarsi la giornata fin nei dettagli, e mentre lavorano hanno già un piano d’azione per quando avranno finito. Riescono a badare a molte informazioni per volta e a elaborarle in una volta sola.

Questo è molto utile a livello comunicativo: sono molto più brave – da 3 a 5 volte – degli uomini nel far questo.

La mente femminile permette di ricordare migliaia di date e di eventi, purché ci sia un evento emozionale che li richiami. Sanno a memoria quand’è il compleanno di tutti i parenti delle amiche, degli amichetti del figlio e dei loro amici. Il loro compagno è a malapena consapevole del fatto che ci sia una festa ogni tanto.

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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