L’orologio biologico? Gli uomini, come abbiamo detto in vari articoli precedenti, non ne hanno alcuno.

Sono noti casi di uomini che hanno avuto figli anche in tardissima età, in alcuni casi a ridosso dei 90 anni.
Senza arrivare a tali eccessi, per un uomo avere un figlio a 28-30 anni è un blocco terribile per la carriera, e non è una buona mossa, quindi tendono a posticipare il più possibile.

Se a ciò si aggiunge che oggigiorno si diventa adulti sempre più tardi (un uomo di 40 anni è ancora “un ragazzo”, cosa impensabile anche solo 50 anni fa), è facile capire come si arrivi a litigare spesso sull’avere o meno dei figli.

Fino a poco tempo fa, la cosa non era in discussione, nessuna coppia si sposava se non voleva avere figli.

L’impegno richiesto ai padri, inoltre, era sempre stato molto minore, e un padre sconsiderato poteva anche non sapere quanti figli avesse con esattezza, specie se praticava sesso occasionale.

Questo è sempre stato impossibile per una donna, ben consapevole di quanti figli avesse messo o meno al mondo!

Anche nei tempi passati, eccetto quando ce n’era lo stretto bisogno (ad esempio per ereditare una terra o un titolo nobiliare) gli uomini non avevano interesse nel mettere al mondo un figlio.

Il loro istinto sessuale li ha sempre spinti a fare sesso, e finiva lì.

 

 

 

L’uomo con più figli riconosciuti in vita fu il sultano Ismail il sanguinario che ne mise al mondo più di 1.000

babyhug-150x150Nessuna donna potrebbe avere tanti figli, in nessun caso!

Oggi le cose sono molto cambiate, e sono soprattutto gli uomini a evitare di diventare padri prima dei 40 anni.

A ciò si aggiunge l’effetto “nefasto” del testosterone: prima di una certa età (30 anni), quest’ormone è a livelli altissimi.

Il suo picco massimo, come sappiamo, è a 6 anni, e da lì in poi si stabilizzerà verso i 12-13, con la pubertà, rimanendo molto alto fino ai 30.

Quando ciò accade, il desiderio maschile si realizza in modo molto semplice, e per alcuni versi “primitivo”.

 

 

Tende cioè ad essere attirato da ogni donna di bell’aspetto, senza perdersi troppo in pensieri profondi…
Certo, parliamo sempre di medie.

Il testosterone ha un livello molto diverso da persona a persona, e ciò è evidente anche dall’aspetto.

Ci saranno uomini massicci e pelosi, e altri più esili e glabri.

Ora, ecco cosa ci interessa di questo punto: il testosterone, ricordiamolo ancora, è opposto all’ossitocina: più è alto uno, più è basso l’altro.

Siccome il picco è a 6 anni, è facile capire perché i maschietti diventano, quasi all’improvviso, insofferenti alle coccole materne, reagendo con violenza e repulsione agli abbracci e ai baci. Anche qui, come sempre, si parla di medie, e l’educazione gioca un ruolo importante.

La tendenza generale, però, è quella di ritrarsi alle coccole.

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I figli aumentano l’ossitocina, sia nelle donne che negli uomini, ma finché non nascono questa reazione è osservabile solo nelle donne.
In un esperimento interessante [vedi: Morris, L’uomo e i suoi gesti (1977)], è stata fatta una prova con l’organo più istintivo e non controllabile che abbiamo: la pupilla.

 

Sono state mostrate foto di neonati e bambini piccoli, intorno ai 3-4 anni, a un campione di uomini e donne, di diversa età e condizione sociale.
In tutte le donne, senza alcuna distinzione, c’è stata una reazione positiva.

La pupilla ha reagito allargandosi, indicando attenzione e interesse, anche nelle donne senza figli e senza particolare trasporto nei riguardi dei bambini.

Negli uomini invece, la reazione è stata positiva solo nei padri.

In tutti gli altri invece non c’è stata alcuna reazione, anche in quelli che dicevano di adorare i bimbi.

 

 

La difficoltà del matrimonio è che ci innamoriamo di una persona, ma dobbiamo vivere con un carattere.
(Peter Devries)

 

Cosa significa questo?

Solo che “l’hardware”, il cervello di base, diremmo, maschile, non ha interesse nell’amore per bambini, a meno che non ne abbia di suoi.

Di nuovo, l’educazione conta tantissimo, “il programma” può modificare “l’hardware” a reagire in modo diverso.

È però importante riscontrare che d’istinto non c’è nulla di paragonabile all’istinto materno

È anche interessante notare come la stessa cosa avvenga in molti altri mammiferi, cosa da far pensare a un antichissimo istinto condiviso.

Ad esempio un cane maschio, se si è accoppiato con delle cagne, tenderà a proteggere e a non attaccare i cuccioli che incontrerà (non è sicuro di quali siano i suoi, quindi nel dubbio lo farà con tutti).

Questo comportamento non esiste nei maschi che non si sono mai accoppiati.

 

Quando il testosterone cala, dopo i 30 anni, la tendenza cambierà (in generale, ricordiamolo sempre, le eccezioni esistono eccome!), e l’uomo inizierà a desiderare un figlio, un discendente, un erede.

Prima dei 30 invece cercherà solo di avere più rapporti possibili, disinteressandosi delle conseguenze.

Questo istinto è rimasto inalterato nel corso dell’evoluzione.

 

 

Perché è così?

Perché, come per tutti gli altri animali, sono sempre state le femmine a decidere quando e con chi avere dei figli.

L’istinto maschile è accoppiarsi, non generare una prole!

Civilizzandosi, gli esseri umani hanno cambiato questa tendenza, o meglio, hanno cercato di farlo.

Una spinta molto forte è stata data dal bisogno: un agricoltore, al contrario di un nomade, aveva bisogno di molti figli per lavorare la terra.

Quando eravamo nomadi, cioè da 1.500.000 fino a 15.000 anni fa, i figli erano un peso, e le donne evitavano di averne troppi, distanziando di almeno 3-4 anni le gravidanze.

Spostarsi con un bambino è un conto, spostarsi con 4 o 5 ben altro!

 

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L’agricoltura ha cambiato questo, e anzi, le gravidanze si sono intensificate sino ad arrivare a una all’anno.

Altra “molla” fortissima è stata la religione, che in quasi tutto il mondo indirizzava all’avere più figli possibile.

Questo era dovuto a diversi fattori, di cui forse il più importante è la logica dei numeri: più siamo meglio è!

L’agricoltura, quindi il possesso di una terra, ha poi instillato il concetto di erede e quindi di colui in grado di difendere un territorio quando il padre sarà troppo vecchio per farlo.

 

Oggi, che le tendenze non sono più tali (la vita media si è allungata, la salute è più stabile, la difesa del territorio non è necessaria), gli uomini sono tornati al loro “programma standard”: avere figli più in là nel tempo, e avere più rapporti finché si è giovani.

C’è un nuovo ostacolo, cioè il concetto, già ricordato, di gioventù protratta, per cui un quarantenne attuale si definisce “ragazzo”.

L’orologio biologico è invece molto forte nelle donne, che sentono il bisogno (istintivo) di un figlio prima che sia tardi.

Questo aumenta anche l’infedeltà femminile: una donna che non ha ancora un figlio dopo i 30 tende ad essere meno fedele al partner.

In termini biologici sta cercando un padre più adatto per il proprio bambino.

 

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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commenti

2 comments

  1. Frank

    Rispondi

    Manca un pezzo: di conseguenza, le donne, soddisfatto il bisogno di Madre Natura di generare, sono sempre meno interessate al sesso (sob).

     

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