Grandi cose sono spesso scaturite da piccole azioni, ad esempio: la giovane di colore Rosa Parks, nel 1955 decise di salire sull’autobus e di non sedersi nei posti riservati alla gente di colore.

La sua decisione non sembra che sia stata importante, ma ha totalmente cambiato cose nei giorni a seguire.

Nel 1989 un giovane si fermò davanti un carro armato in piazza Tienanmen, il suo “sostare” sulla strada ha cambiato la politica di un Paese.

Certo, nessuno può dirci che le decisioni che andremo a trasformare in azione saranno quelle giuste, l’importante non è essere infallibili, ma sapere quello che siamo diventati grazie all’aver intrapreso le nostre decisioni.

Abbiamo già detto che un grande freno per le nostre decisioni, è rappresentato dalla “paura”, ma paura di cosa?

“Paura” è un termine che in PNL è chiamato: “nominalizzazione”, cioè un qualcosa di non specifico.

Il termine è soggettivo, cambia definizione da persona a persona in base alle esperienze di ognuno.

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La nostra paura del peggio è più forte del nostro desiderio del meglio.
(Elio Vittorini)

 

La paura infatti può essere di vario tipo: paura di essere criticati, di non essere all’altezza, di fallire, del giudizio degli altri o addirittura di ottenere il risultato sperato.

Frasi tipo: «Non sono in grado di farlo come si deve», «Ho già fallito due volte, non c’è due senza tre», le abbiamo sperimentate tutti, e quando ciò accade tendiamo a rimandare, a non agire.

erroriL’unica cosa certa in questi frangenti, è che se rimandiamo una decisione importante, aumenterà la paura di prenderla in seguito.

La paura crescerà infatti sempre di più, in proporzione al passare del tempo.

Faccio un esempio: poniamo il caso di dover fare una visita ad un nostro amico e poi non avere il tempo di farla, per varie motivi come: dimenticanza o altre cose da fare più urgenti.

È molto probabile che se non faremo subito quel saluto, quegli auguri che dovremmo fa-re, difficilmente li faremo in seguito.

Più aspettiamo più vogliamo fuggire la situazione, più aspettiamo più le nostre fantasie su quello che potrebbe rimproverarci il nostro amico diventano spaventose, perché nel momento in cui in cui non abbiamo preso la decisione, fare quegli auguri, oppure fare quella determinata visita, la “paura” ha preso il sopravvento, ma sono solo ipotesi, non è la realtà.

Può capitare invece, che dopo qualche settimana incontriamo il nostro amico, che ci saluta sorridendo e ci parla normalmente dimenticato del tutto la faccenda.

pensareIl nostro dialogo interiore è fatto di parole che generano ansie, preoccupazioni, che non sono la realtà stessa.

Norman V. Peale nei suoi scritti, parla molto dell’importanza che ognuno deve riservare al proprio dialogo interno: se pronunciamo parole che ispirano pace e quiete, la nostra mente agirà in senso pacificante, altrimenti, entreremo subito in uno stato di nervosismo (N. V. Peale, 1952), questo accade perché le parole negative influiscono sulle circostanze, rendendole ostili.

La paura è gestibile, perché è solo uno stato mentale

Certo non vogliamo dire che l’essere umano non deve avere paura, anzi, la paura è sempre servita all’uomo per sopravvivere nei momenti difficili, ma si può gestire, in modo da trasformarla in un nostro alleato.

Saper usare la paura entrando in azione, cioè facendo quella visita al nostro amico di cui parlavamo prima, ci permette di interrompere uno stato mentale negativo che con il passare del tempo non farà altro che “paralizzarci”.

Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non c’era più nessuno”
Johann Wolfgang Goethe

 

Se iniziamo ad aspettare, non attingeremo mai a piene mani al nostro potenziale, e cosa accade in queste situazioni? Diventiamo procrastinatori!

Sei anche tu un procrastinatore?

Allora devi deciderti… a decidere!

Noi esseri umani abbiamo il grande dono di poter decidere praticamente qualunque cosa, ma spesso sembra che ce ne scordiamo.

 

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Noi decidiamo ogni giorno, a volte senza neanche accorgerci di come e quando lo facciamo, non crediamo possano esistere persone che non decidono; magari alcuni decidono con difficoltà, ma non è possibile non decidere.

Più che difficoltà nel decidere a volte è opportuno parlare di “paura” di decidere, che è molto diverso.

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Spesso la difficoltà nel prendere una decisione è sinonimo di “paura del cambiamento”, non vorremmo cambiare mai perché cambiare significa andare incontro all’ignoto, ma quello che ci sfugge in questi frangenti, è il non pensare che tutti noi siamo portati a cambiare comunque, volenti o non volenti.

Addirittura, anche se non facessimo nulla per tutta la nostra vita alla fine cambieremo, perché comunque vada, ogni cellula del nostro corpo è in continua evoluzione.

Di conseguenza il cambiamento è una componente essenziale nella nostra vita, cioè av-viene naturalmente, non si può però dire la stessa cosa per il miglioramento, quello dipende da noi.

Alla paura del cambiamento si può accompagnare anche un certo modo di pensare abba-stanza limitante come la falsa credenza (abbastanza radicata nella nostra cultura) del tipo: “cambiare” richiede tempo, sforzi e sacrifici.

Ma non è sempre cosi!

 

Alcune persone ritengono che i propri valori e convinzioni debbano in qualche modo essere stabili se vogliono risultare delle persone credibili agli occhi degli altri, ma anche nei confronti di loro stessi, in tal caso il ritrovarsi improvvisamente su un terreno instabile può far insorgere ansia.

 

 

Siamo esseri umani, tutto ciò è ovvio, fa parte della nostra natura, ma nel momento in cui sperimentiamo tali sensazioni sarebbe opportuno anche ricordarci di quante altre situazioni, magari molto più difficili abbiamo superato nella nostra vita.

Il non ricordare di quanta energia e capacità abbiamo messo in campo in momenti diversi della nostra vita ci rende schiavi di abitudini che noi stessi ci costruiamo.

 

Uscire fuori dalle nostre consuetudini ci sottopone a stress, uscire dalla nostra cosiddetta “zona di comfort” può far sembrare la vita più “difficile da controllare” e proprio quando stiamo attraversando un periodo difficile, il controllo delle cose ci dà maggior sicurezza.

Ma se ci pensiamo bene, tutte le volte che abbiamo fatto nuove esperienze, tutte le volte che abbiamo fatto cose straordinarie nella nostra vita, sono le volte in cui abbiamo deciso di uscire dalla nostra zona di comfort!

 

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autori : fabio pandiscia e antonio meridda

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Pagine. 176,      1a edizione  2011   (Codice editore 1796.235)

 

 

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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