La comunicazione non verbale (o anche CNV) ha sempre attirato l’attenzione sia in campo scientifico, sia soprattutto in campo sociale.

Il fatto che si possa comunicare anche senza parlare affascina la nostra fantasia e curiosità.

Eppure, sembra che dimentichiamo che buona parte degli esseri viventi, soprattutto i vertebrati, utilizza solo questo tipo di comunicazione.

Inoltre, a livello evolutivo, gli esseri umani stessi hanno utilizzato solo segnali non verbali per comunicare tra loro prima della nascita e invenzione del linguaggio verbale.

Non solo, a livello di sviluppo, ciascuno di noi ha utilizzato per comunicare solo segnali corporei (sin dai primi mesi di vita), prima dell’apprendimento della lingua madre e poi di altre lingue.

Attraverso il linguaggio del corpo, comunichiamo le nostre emozioni rispondendo ai comportamenti dei nostri interlocutori, che non possono non reagire e quando lo fanno, il loro corpo dice la verità, in quanto la risposta non verbale che si sviluppa non è cosciente ma automatica.

La risposta è generata per far scaricare uno stato di tensione che si è venuto a generare, e ciò avviene per tanti motivi: esprimere opinioni sull’argomento, sulla persona, ecc.

Possiamo ipotizzare che l’uomo primitivo utilizzasse unicamente tale sistema per comunicare. Le prime manifestazioni vocali sono state emissioni di suoni, privi di significato intrinseco, aventi valore di espressione emozionale di varia natura.


Poi, con l’evoluzione, i nostri sistemi di comunicazione si sono affinati, ma questa evoluzione ha comunque permesso al sistema mimico-emozionale di permanere nei nostri comportamenti in misura maggiore di quanto possiamo immaginare.

La mamma e il suo bambino, già prima della nascita, comunicano attraverso la comunicazione non verbale, in seguito la loro comunicazione verterà sul suono e sul contatto digitale. E’ la madre ad impostare il “codice analogico” che il figlio farà proprio per tutta la vita.

Le percezioni acustiche, registrate dal bambino per la prima volta, diventano repertorio di segni e successivamente di simboli, per lo scambio di informazioni con il mondo esterno: i suoni registrati si impregnano, cosi, di contenuti emozionali e conservano tale valore per tutta la vita dell’individuo.

Nell’ambito della comunicazione faccia a faccia, questo tipo di processo acquisisce un’importanza fondamentale.

Quando si parla (o si ascolta) infatti, la nostra attenzione è senza dubbio focalizzata sulle parole più che sul linguaggio del corpo, ma il giudizio che si forma nella mente è plasmato utilizzando sia i segnali verbali, sia quelli non verbali.

Un uomo può dire “sono arrabbiato”, strillando, agitando i pugni e camminando nervosamente. Se anche non pronunciasse una parola, chiunque si trovasse davanti a lui capirebbe sta provando rabbia.

Quello che possiamo dire quindi, è che c’è una forte interazione tra verbale e non verbale, e che la corretta interpretazione dei messaggi è agevolata quando la comunicazione non verbale e quella verbale si integrano a vicenda.

Ti invito a seguire il mio canale telegram – clicca qui – sul linguaggio del corpo, dove pubblico con regolarità articoli, e file audio su questo tema. Il podcast su questo tema è stato pubblicato oggi, per ascoltarlo vai su telegram oppure clicca sul link qui sotto.

Buon ascolto!

Podcast su telegram

 

 

Parliamo di molti altri segnali non verbali e tecniche di linguaggio del corpo nella nostra
newsletter. Non sei ancora iscritto?

Allora sbrigati, clicca qui  ===> Iscriviti alla NEWSLETTER <===

 

Corso LDC

———————————————————

Continua a seguirci sui social

Telegram  http://telegram.me/formaementis

———————————————————

Follow me

Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
Follow me

Commenti dai social

commenti

Rispondi

WhatsApp chat