In questo blog parliamo spesso di comunicazione non verbale, ma in sostanza a cosa ci riferiamo?

La comunicazione non verbale comprende tutti gli eventi comunicativi personali che non siano la parola parlata o scritta, e consente di avere una visione globale per creare ipotesi sul vissuto inespresso verbalmente dal soggetto (Giusti, Ticconi, 1998).

Per inviare in modo congruente questi segnali è importante anche sapersi muovere mentre si comunica qualcosa, dimostrando una certa padronanza dello spazio circostante.

Il non verbale sappiamo che riguarda il linguaggio del corpo: la gestualità, la mimica facciale, la postura, la prossemica, quindi la gestione del proprio corpo e del proprio spazio.download (7)

Noi ascoltiamo con tutto il corpo; gesti quali muoversi in continuazione, ammiccare, mordersi le labbra, aggrottare le sopracciglia, controllare l’orologio ecc. sono tutti segnali disturbativi che possono confondere o distrarre l’interlocutore.

 

Viceversa, un atteggiamento positivo ed incoraggiante, una postura ben centrata e frontale rispetto all’interlocutore, un’attenzione rilassata ecc. sono segnali che vengono interpretati positivamente dall’interlocutore.

Il corpo stesso è in grado di fornire numerose “informazioni” involontarie quali il sudore, il tremito, l’arrossire, elementi molto utili se usati come indizi per intuire alcuni stati d’animo.

Gesti quali giocare con l’anello, pizzicarsi il naso, annodarsi i capelli su un dito (tipico del sesso femminile), grattarsi la nuca o toccarsi un indumento in continuazione come ad esempio un polsino e altri comportamenti simili, sono segnali che produciamo in modo quasi automatico, senza intenzione di trasmettere alcunché.

Nelle interazioni quotidiane si tende a ignorare tutti questi movimenti o a giudicarli privi di senso. Ciò non significa, però, che i segnali del corpo non vengano colti e non producano effetti.

Il processo avviene, per lo più in modo inconsapevole

 

 

Riesci a comunicare in modo congruente?

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Il corpo è un ricco “parolaio”, ma purtroppo parla una lingua che non sempre riusciamo a comprendere o invia messaggi che spesso travisiamo.

Può capitare che, già da adesso, un lettore curioso ponga attenzione ai vari gesti analogici emessi dalle persone che gli stanno vicino: va benissimo, ed è un utile esercizio che si può già iniziare a fare, ma… attenzione!

Quando “leggiamo il corpo” non dobbiamo soffermarci su un singolo gesto, lo stesso messaggio spesso riverbera in più parti del corpo.

Ad esempio, l’ansia può essere manifestata in una mano contratta, in un’alterazione del respiro e nell’abbassamento del tono di voce.

 

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Tuttavia non è detto che tali segnali agiscano tutti in accordo (come nel caso descritto dell’ansia), ma contribuiscono a creare in “coro” un messaggio globale ben più complesso.

A volte un segnale non dice granché se preso singolarmente, ma assume valore se accompagnato da un’espressione facciale o da altri comportamenti: grattarsi lo zigomo ad esempio, non ha un significato preciso, ma se contemporaneamente la testa viene piegata di lato, può significare fastidio, perplessità o disappunto.

Se vogliamo usare un linguaggio gestaltico, possiamo dire che il risultato è più della somma delle singole parti, ed il contesto in cui avviene il tutto non può essere trascurato.

Uno stesso segnale può avere addirittura significati diversi a seconda del contesto in cui é inserito: muovere la lingua sulle labbra indica in genere piacere, ma se le sopracciglia sono sollevate e unite è indice d’ansia.

Comunicare con il corpo permette di veicolare significati volontari o sottolineare significati espressi già dal contenuto, nella comunicazione la gestualità può quindi rappresentare:

• un rinforzo
• un’involontaria smentita
• una fonte di feedback

Ho parlato di linguaggio del corpo pochi giorni fa durante una trasmissione su sky, riporto il video qui sotto, perchè in un video, credo, è più facile trasmettere questi concetti:

Come avrai ben capito non è facile interpretare bene la comunicazione non verbale dei nostri interlocutori, ma allo stesso tempo… non è impossibile.

Se ti è piaciuto l’articolo, ti aspetto qui sotto, nella sezione commenti, per rispondere alle tue domande.

 

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Avrò il piacere di seguirti di persona durante tutto il percorso della durata di 2 giorni (full immersion), per questo ho scelto il numero chiuso, massimo 10 persone.

La rifrequenza è sempre gratuita – Attestato finale

 

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Tratto da “Comunicare bene, la comunicazione come forma mentis

Autore : Fabio Pandiscia
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stay tuned!

 

Fabio!

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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