Questo articolo riprende un pò i precedenti post sulla seduzione e l’amore di coppia.
L’argomento l’ho approfondito con un libro “Il metodo anticorna“, che ho avuto il piacere di scrivere con il mio collega dr Meridda Antonio.

Uno degli argomenti più importanti del libro riguarda proprio il comportamento e la comunicazione all’interno della coppia, l’articolo di oggi inizia proprio da qui.

Spesso i comportamenti all’interno della coppia, bloccano il partner nell’immagine che l’altro si è fatto di lui/lei, e come se ne può uscire?

Ancora una volta ognuno deve fare la sua parte, cioè riconoscere le proprie responsabilità sull’andamento della relazione, desiderare la felicità dell’altro/a, fidandosi dell’amore che li ha uniti.ster

L’amore in una coppia vive e si nutre costantemente nell’equilibrio della coppia stessa, è questo in sostanza che lo differenzia dal desiderio sessuale più esplicito, il quale, senza il sentimento che lo rafforza e nutre, tende pian piano a spegnersi.

Il desiderio alimenta la coppia, e può anche essere che nel corso del tempo differisce da come era inizialmente.

Gli adattamenti quindi sono senza dubbio necessari, a volte anche dolorosi, perché potremmo accorgerci che la persona che abbiamo avuto per tanto tempo vicino, alla fine non quella che abbiamo tanto desiderato all’inizio.

Ecco che col tempo la coppia si allontana, non ci si ascolta più, si torna tardi dal lavoro, si litiga per poco, ecc.

 

La fine del desiderio?

Non è possibile smettere di desiderare sessualmente il partner, di colpo, da un momento all’altro, quando questo avviene, qualcosa comunque ci deve aver già avvisato.

imagesCA0TGQN6Uno o più campanelli di allarme avevano già iniziato a suonare, ma non ce ne siamo accorti.

Se un partner rifiuta la discussione diventa tutto più complicato, non fa altro infatti, che rimandare la sua solitudine e se crediamo che la frequenza dei rapporti in questi casi, sia un dato da tenere in considerazione, ci sbagliamo di grande, perché essa non è quasi mai un indicatore attendibile.

Sfatiamo uno dei miti che ci portiamo dietro da millenni: fare l’amore molto o poco, non è indice di unione della coppia.

Si può anche fare l’amore tutti giorni, ed essere comunque infelici.
Ciò che favorisce l’equilibrio è l’amore che la coppia nutre al suo interno, fatto di progetti e sentimenti comuni.

Non possiamo dire la stessa cosa per il desiderio, che è destinato prima o poi a scemare con il tempo, perché legato solo alla fantasia.

Litigi, incomprensioni, differenze nei ruoli, sono legate anche a situazioni più o meno inconsce che gli individui si portano dentro fin dalla nascita.

Molto spesso la coppia resta intrappolata in dinamiche familiari che si porta dietro da anni.

Può capitare infatti, che si abbia in testa un “ruolo” specifico di come deve essere un marito o una moglie, molto spesso in base all’educazione ricevuta fin piccoli e dall’esperienza trasmessa dalle proprie figure genitoriali.

Ci sono donne che vivono con in testa il “mito” di una madre (la loro) che resta ineguagliabile e inarrivabile, queste donne per quanto possano fare, si sentiranno sempre inadeguate al loro effettivo ruolo di madri, proprio perché si confrontano con un mito.

Stessa cosa accade per l’uomo che paragona, a volte anche inconsciamente, il ruolo della moglie a quello della madre, trovando ovviamente profonde discrepanze.

Le frasi ricorrenti in queste occasioni sono: “Dopotutto è sempre stato cosi a casa mia, e le cose hanno sempre funzionato. Te invece, non vuoi capire che…” oppure, “mia madre in queste occasioni faceva sempre…”.

Questi continui paragoni, anche se non detti, ma vissuti nella mente della coppia, non fanno altro che portare squilibri, insicurezze e portano il focus sul problema, non sulla soluzione.
pair-707506__180Portare soluzioni in questo ambito significa pensare alle responsabilità che la coppia insieme deve affrontare, senza paragoni esterni (che si rifanno spesso anche ad epoche diverse, quindi totalmente non attinenti al momento), ma soprattutto, senza cercare in tutti i modi di interpretare forzatamente un ruolo tra le mura domestiche, che forse neanche gli appartiene.

E’ un lavoro faticoso, spesso portato a termine solo con l’aiuto di un consulente, perché significa scardinare vecchi modi di pensare, vecchi condizionamenti che ci portiamo dietro da anni e neanche ne siamo consapevoli.

Ma soprattutto, bisogna imparare a negoziare, mettere in comune qualcosa, trasformandola in un momento piacevole da vivere insieme.

Il rifiuto esplicito di alcune mansioni casalinghe da parte del’uomo è indice di una disfunzione all’interno della coppia, e quando la coppia che non riesce a riequilibrare il suo status, prima di arrivare all’atto finale della separazione, cerca nella consulenza e nel terapeuta un alleato per eliminare le convinzioni patogene relative alla sua attuale relazione.

 

E se c’è anche una relazione extraconiugale?

cornaLa scoperta di una relazione extraconiugale è spesso una ragione per cercare una consulenza esterna, dove l’infedele chiede aiuto, mandato dal coniuge per capire dove ha sbagliato.

Se la coppia si presenta insieme, è possibile che il coniuge tradito sia molto focalizzato sulla relazione extraconiugale, quindi tenterà di indurre il terapeuta a fare qualcosa tipo: “punire” o “mettere in riga” l’infedele.
L’urgenza di rivolgersi ad un consulente ovviamente diventa maggiore se sotto lo squilibrio della coppia c’è un tradimento da parte di un partner.

La scoperta di un tradimento altera di molto l’equilibrio emotivo della coppia e crea traumi e reazioni caotiche che la fanno precipitare in una condizione limite per la sua sopravvivenza.

Il tradimento infatti, è l’uscita dolorosa dal patto condiviso di appartenenza tra i due compagni.

Il tradimento può svelare alla coppia, che è stato messo in atto un tentativo estremo di cambiamento, la rischiosa ridefinizione di un rapporto ormai rovinato.

Però può rappresentare anche l’agito della decisione volta a porre fine alla vita della coppia come organismo unico.
parole negativeIn questi ultimi anni assistiamo a come, persone apparentemente normali, nascondono una doppia vita.
Molti nascondono una doppia vita sentimentale, allora come possiamo fare per capire se il nostro partner è veramente fedele.

Una volta l’atto del tradimento era molto differente rispetto ad oggi: se era la donna a tradire, si parlava addirittura di crimine.

Fino a pochi anni fa in Italia, un tradimento femminile poteva rendere legittimo il delitto d’onore, diversa invece era la posizione dell’uomo.

La cosa peggiore era che se si veniva a sapere che tradiva la moglie con una o più donne, o addirittura con prostitute, la cosa non faceva che accrescere la sua reputazione di ‘maschio’.

Scopo primario dell’uomo sembrerebbe quasi quello di avere più avventure possibili e oggi come ieri, l’uomo è insomma un gran don giovanni e le donne delle inguaribili romantiche.

Allo stesso modo, sembrerebbe opportuno domandarsi perché la nostra società, continui a far di tutto pur di tenere in vita tali ruoli sessuali.

Tali ruoli prevedono che sia sempre l’uomo a prendere l’iniziativa del corteggiamento, mentre le donne da parte loro debbano fare resistenza, in seguito mostrarsi disponibili, ma sempre con riserbo.

Non è un caso che storicamente i vari “Mal di testa” femminili (anche dopo aver stabilito un legame stabile) sono diventati famosi per posporre un rapporto sessuale.

E’ come se ci fosse una regola non scritta che obbligasse gli uomini ad essere pressanti fin dai primi incontri, per sollecitare un rapporto sessuale.

Tale comportamento sembrerebbe essere un modo per affermare la propria “mascolinità”, ma anche un modo per “testare” la virtù della donna.

Spiegare tali differenze solo riferendoci alla morale, alla cultura e alla società è alquanto riduttivo.

Potremmo richiamare pratiche socializzanti uguali per tutte le culture o sulle differenze individuali di comportamento, ma in realtà dobbiamo renderci conto solo di una cosa, che le differenze uomo-donna a base genetica, influenzano (e non poco) le pratiche socializzanti.
La base innata di tali differenze determina modelli differenti per entrambi i sessi, uguali per tutte le culture.

Capire le dinamiche uomo-donna, per trovare l’equilibrio nella coppia

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Come fare quindi per far andare d’accordo un uomo e una donna?
Il problema non s’è mai posto fino ad ora, per il solo fatto che era dato per scontato che ciò non avvenisse.
Gli uomini stavano bene con gli uomini, e le donne con le donne. Fine.

Si sposavano, e condividevano un letto, ma i rapporti finivano qui.
Il dialogo tra i due sessi come lo intendiamo oggi non era nemmeno immaginato, e non c’era alcun motivo per farlo.

Del resto, gli uomini passavano gran parte del tempo fuori casa, al lavoro.
Le donne, viceversa, lo trascorrevano in casa con i bambini.

Le ore che passavano insieme erano quelle dei pasti e quelle notturne, e in entrambe le occasioni non c’era granché da discutere.

A dire il vero, è indubbio che gli uomini e le donne stiano meglio con i propri congeneri rispetto al sesso opposto.

Comunicano in modo diverso, si comportano in modo diverso, e vivono in modo diverso.

L’educazione conta molto in questa fase, ma l’istinto come sempre ci mette lo zampino.

 

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L’uomo e la donna vivono lo stress in modo diverso

relationship-fight-facebookQuando un uomo è stressato, nervoso o ha un problema, tende a chiudersi in sé stesso, per concentrarsi e risolverlo.

Avendo un cervello “monopensiero” non riesce a svolgere diverse attività nello stesso tempo, come preoccuparsi per il problema e giocare con i figli.

La donna invece richiede attenzioni, e ha bisogno di parlare, confrontarsi e chiedere aiuto.

Quando è sotto stress ritiene naturale ricevere aiuto.

Parlando con un’altra persona, riesce a rimettere ordine tra i propri pensieri e a prenderne in un certo modo coscienza, rielaborando le emozioni ad essi collegate.

Insomma, una donna comunica quando è preoccupata per poter “rimettere in ordine” i propri pensieri.
L’uomo non fa mai niente del genere, comunica per avere informazioni, quindi non capisce questo comportamento.

Quindi, ecco cosa succederà: lei cercherà lui quando è stressata.

Lui vorrà stare solo.

È naturale per entrambi “rovesciare” le parti, quindi un uomo tenderà a lasciare in pace la propria compagna quando si accorge che è preoccupata.

Lei però equivocherà la cosa, e penserà, al contrario, che lui non ha interesse per lei.

Questo perché una donna si comporta così solo quando non vuole avere nulla a che fare con qualcuno.

Se lui quando è preoccupato si chiuderà per esser lasciato solo, invece, lei si offrirà di aiutarlo, rendendo i rapporti ancora più tesi.

Lui infatti non richiede aiuto, a meno di dirlo espressamente.

Per un uomo chiedere aiuto è una vergogna, e lo si fa solo se è necessario.

Ad esempio, se si rompe l’auto e non capisce cosa c’è che non va, la porta dal meccanico, gli “chiede aiuto”.

Per questo, nessun uomo si offre di aiutare un altro in difficoltà, a meno che non pensi che ci sia un pericolo.

Per una donna chiedere aiuto è umiliante, perché è naturale riceverne.

Le donne si aiutano quando sono in difficoltà, senza bisogno di chiederlo.

 

Questo è un istinto atavico che rimane attivo anche al giorno d’oggi.

Una donna non chiede mai aiuto in modo diretto, anche per il modo di comunicare femminile, e questo metterà l’uomo in una brutta situazione.

Per esempio, lei potrebbe dirgli “sto male”, intendendo “sto male, ho bisogno di aiuto”.
Ma lui non capirà il messaggio sottinteso.

Quando un uomo dice a un altro che sta male, non è per ricevere aiuto ma per indicare che ha un problema.

Magari non può andare a giocare a calcetto, o non potrà partecipare a un meeting.

Di certo non sta dicendo “sto male, vieni ad aiutarmi”.

Quindi, ancora una volta, equivocherà quello che lei vuole da lui, e questo con grande probabilità porterà a una lite.

Ironia della sorte, l’unica volta in cui lei non vuole aiuto è quando lui glielo offre, ovvero quando stanno parlando dei problemi di lei.

Come abbiamo detto, una donna parla e chiacchiera con le altre anche per mettere ordine tra i suoi pensieri.

Potrebbe dire al compagno che una sua amica non trova lavoro, o che è un bel problema da gestire il rapporto con la vicina.

Non sta chiedendo aiuto, in questo caso, ma solo esponendo un problema.

Quel che cerca è comprensione.
Ma questa parola per l’uomo ha un altro significato.
Per un uomo comprendere significa capire, nel senso di un dubbio.

Ad esempio “hai compreso come funziona uno spinterogeno?”.

Non è certo comprendere i sentimenti di un’altra persona, perché questa “modalità” non rientra di solito nello standard maschile.

 

partner-1019232__180Se un uomo parla ad un altro dicendogli di avere un problema con il vicino, è un’implicita richiesta di un consiglio.
Dirà qualcosa come “il vicino mi causa un mucchio di guai quando parcheggia, sempre davanti al mio cassonetto!”.

Non sta chiedendo comprensione all’altro, ma un’idea su come risolvere il fatto.

La donna invece vuole solo esporre il suo stato d’animo negativo, e si aspetta che lui l’abbracci o le dica parole per consolarla.

Cosa fa lui? Le suggerisce soluzioni brillanti!

Le dà il numero dell’agenzia itinerante per l’amica, o si offre di andare a spiegare alla vicina che è meglio se smette di mettersi in mezzo.

Lei si sentirà non capita e non ascoltata (il che è vero) e penserà che lui non tiene a lei (il che non è vero).

Cerchiamo una soluzione a questo problema.
Il cardine è sempre la comunicazione, ma va modulata in modo diverso per lui e per lei.


Per lui:
se ha un qualsiasi problema, si aspetta aiuto da parte tua.
Se hai un dubbio, chiedile sempre “posso aiutarti?” o direttamente “ti do una mano”.

La questione maschile è complessa: se ti offri di portarle la borsa della spesa perché pensi che sia pesante, potresti prenderti dei rimproveri del tipo “cosa credi, che io da sola non sia capace?!”.

Se però non l’aiuti né ti offri, aspettati di peggio.
Cosa fare quindi?

Intanto chiedere, sempre, al massimo ti becchi un “no grazie”.

Poi, se pensi che si stia intestardendo per dimostrarti di essere capace a portare un pacco anche se vedi che sta sudando e sbuffando come un mantice, aiutala uguale, dicendole qualcosa che la consoli.

Ad esempio “io ti aiuto lo stesso, non vorrei che ti beccassi uno stiramento. A me una volta è capitato, pensavo di farcela a spostare un mobile e ho passato una settimana a letto col mal di schiena”.

Dì insomma qualcosa che la faccia sentire rispettata e capita.
In ogni caso, chiedi sempre!

Se è turbata, parla con lei.
Chiedile di parlarti, di dirti cosa prova, come si sente.

Evita di farla sentire un peso, e se si isola cerca di farti avanti in modo gentile, magari con una cioccolata o con qualcosa per rompere la tensione.

Se proprio si chiude a chiave nella stanza, bussa e chiedile se va tutto bene.

Rispetta la sua privacy, ma stalle vicino, almeno con le intenzioni se non fisicamente.

Per lei: se si chiude in sé stesso, lascialo solo.
Non cercare in nessun modo di offrirle aiuto, men che meno di parlare con te.

Se vorrà farlo per chiedere il tuo parere, lo farà.

In caso contrario, evita di coinvolgerlo.
Sta mettendo tutto sé stesso per risolvere la questione che lo angoscia.
Magari non ci riuscirà, ma parlare con te non lo aiuterà in questo caso.

Aspetta che sia lui a rivolgersi a te, e quando lo fa accoglilo e mostrati disponibile, e non offesa perché non l’ha fatto prima.

Altrimenti la prossima volta non ti cercherà più, né prima né dopo!
Insomma: attendi che sia lui a fare la prima mossa e a chiedere.

Eccezione a questo riguarda la salute.
Gli uomini tendono a sottovalutare i sintomi delle malattie, e questo li porta a problemi di salute a volte gravi.
Non è un caso che gli uomini sposati vivano molto di più, in media, degli scapoli.
Non è perché la moglie lo coccola o lo accudisce, ma lo costringe ad andare dal medico quando nota qualcosa che non va.
Nota che lui negherà i timori della compagna, sminuendoli e rispondendo che lui è un uomo, robusto e forte.
La resistenza e la forza fisica per un uomo sono motivo di orgoglio, e ammettere di star male è umiliante. Insistere perché si faccia visitare, se qualcosa non va.

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Comunicare al meglio con il partner per una perfetta intesa di coppia

Contenuto del libro

Perché tanti uomini e tante donne tradiscono il proprio partner?Ed è davvero possibile fare in modo che ciò non accada? Questo libro si propone di indagare le reali cause del tradimento e di porvi rimedio.

Attraverso l’analisi dei meccanismi istintuali, del funzionamento del cervello, della comunicazione tra i sessi, del linguaggio del corpo, gli autori spiegano che cosa guida le nostre scelte in campo sentimentale e perché siamo continuamente portati a compiere azioni che rischiano di minare, anche in maniera irreparabile, il rapporto di coppia.

Leggendo queste pagine, comprenderemo come per gli esseri umani la sessualità non sia una semplice funzione riproduttiva, ma investa pressoché ogni altra attività (dall’economia all’arte, dalla psicologia ai costumi e alle religioni). I nostri stessi corpi si sono modificati nel corso del tempo per accentuare al massimo le differenze tra uomini e donne.

Proprio attraverso la descrizione di ciò che rende diversi o accomuna i due sessi, Il metodo anticorna ci aiuta a ricostruire un equilibrio oggi seriamente compromesso e a ritrovare quell’armonia che nasce dalla conoscenza di se stessi e del proprio partner e da una comunicazione realmente efficace.

 

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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