Cosi come un atleta si allena in continuazione per mantenere alta la propria performance, cosi un bugiardo, se mente di continuo, migliora nel farlo.

Sembra una cosa ovvia ma non lo è.

Difficilmente si riesce a scoprire un bugiardo professionista. Non stiamo parlando del bugiardo patologico, caso di cui abbiamo già parlato in altri articoli, perchè il bugiardo patologico è facilmente smascherabile. Qui parliamo di chi mente in modo veramente professionale, talmente abituato a mentire e a farla franca che può ritenersi a pieno titolo un professionista della bugia.

A tal proposito oggi parliamo di uno studio del dr  Wayne Hoover,  originariamente apparso anche su wz.com.


Lo studio in questione ci mostra alcuni punti interessanti che andiamo a trattare in questo articolo:

1. Mentire diventa più facile per coloro che mentono ripetutamente!

Un nuovo studio sul cervello recentemente pubblicato su Nature Neuroscience si concentra sugli effetti del mentire sull’amigdala, una piccola parte nascosta del cervello che elabora le emozioni negative.

Utilizzando volontari  incentivati ​​a mentire ripetutamente, lo studio è stato in grado di dimostrare che l’attività dell’amigdala è diminuita dopo la prima menzogna e ha continuato a diminuire prima e dopo le successive menzogne.

Si dice che questo studio sia “la prima prova empirica che la menzogna si intensifica a causa dell’adattamento emotivo”.

I risultati dello studio offrono prove scientifiche del perché la menzogna è attivata facilmente da alcune persone, mentre altre fanno fatica a dire anche una “piccola bugia bianca”.

Sembra quasi che quando una persona si allena a raccontar bugie, il cervello, nel tentativo di ridurre lo stress emotivo, diventa sempre più desensibilizzato al disagio inizialmente causato dall’atto di mentire.

Lo studio riporta che a seguito di questa riduzione dell’angoscia, raccontare più bugie diventa più facile nel tempo. 

 

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2. Le piccole bugie portano a bugie più grandi che possono essere raccontate più facilmente

Questo studio può aiutare gli investigatori a capire perché le persone interrogate possano mentire in modo così credibile e con tale disinvoltura.

I bugiardi esperti potrebbero inizialmente essersi vergognati del proprio operato, ma nel tempo e attraverso le bugie successive, è stato sperimentato che non si sentono più male.

Il disagio negativo, che è di solito una risposta naturale del cervello alla menzogna, non viene più elaborato dall’amigdala.

Lo studio riporta inoltre che la menzogna costante può influire sulla salute del cervello e rendere un individuo più suscettibile alla menzogna patologica.

Man mano che il cervello accetta di mentire, il corpo dell’individuo reagisce sempre meno all’atto di mentire e il bugiardo diventa più abile a non mostrare i soliti e osservabili segnali emotivi e comportamentali normalmente associati alla menzogna.

Non impallidisce più quando inizia a mentire; non sbatte più rapidamente le palpebre quando costruisce una falsità.

 

3. Più sei a tuo agio e meglio riesci a mentire

Quando la menzogna diventa più difficile da scoprire, con l’aumentare del numero e dell’intensità delle bugie, come possono gli interrogatori leggere in modo efficace segnali comportamentali o espressioni facciali per estrarre informazioni affidabili?

Man mano che le persone si sentono più a proprio agio con la menzogna, il loro cervello sperimenta meno disagio, ma i segnali emotivi, sebbene possano essere gravemente ridotti, possono comunque fuoriuscire sotto forma di espressioni facciali o altre reazioni.

La scienza moderna e la tecnologia avanzata hanno portato allo sviluppo di alcuni strumenti molto efficaci per aiutare a “leggere” le espressioni di coloro che sono così bravi a mentire. E’ questo il caso in cui alcuni software per il riconoscimento facciale possono aiutare a scoprire realmente l’emozione di base, e capire se l’altro ci sta mentendo o meno.

 

Per approfondimenti

consigliamo i libri:

  

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